Eni/ Scaroni: nessun timore per la governance dopo l'ingresso dei libici

Martedì, 20 gennaio 2009 - 16:37:00

BERLUSCONI: "CRISI RISOLTA"

"Oggi possiamo dichiarare risolta la crisi del gas che ha visto, nelle scorse settimane, l'Europa in seria difficolta' per la disputa tra Russia ed Ucraina". Lo afferma la nota in cui il Presidente del Consiglio, SIlvio Berlusconi, prosegue dicendo: "L'Italia, grazie alla diversificazione delle fonti di approvvigionamento energetico e grazie al potenziamento degli stoccaggi, realizzati da Eni nello scorso anno, non ha mai rischiato di subire le conseguenze drammatiche che altri Paesi hanno vissuto". "La favorevole conclusione - prosegue la dichiarazione di Silvio Berlusconi - e' stata consentita dal ruolo che il Governo italiano e l'Eni hanno svolto sul piano diplomatico ed economico, quali garanti di un mercato, come quello dell'energia, centrale nella vita di milioni di cittadini europei. La consolidata amicizia e la reciproca stima che mi legano al Premier russo Vladimir Putin, ha consentito, giovedi' scorso, nel momento piu' complesso e senza vie di uscita evidenti della crisi, di proporre una soluzione tecnico-commerciale in grado di risolvere la situazione". "Sono particolarmente soddisfatto - conclude il presidente del Consiglio - per come l'Eni sia riuscita a fare da elemento catalizzatore tra grandi aziende energetiche europee, consentendo ai due Paesi di trovare un accordo".


Paolo Scaroni
L'ingresso della Libia nel capitale dell'Eni non suscita ''alcun timore'' in merito alla governance ed alle linee strategiche del gruppo nell'amministratore delegato della societa', Paolo Scaroni.

''Sulla governance non temo assolutamente nulla'' ha dichiarato l'a.d. conversando con i giornalisti al termine dell'audizione in commissione Industria del Senato nell'ambito dell'indagine conoscitiva sui prezzi dei prodotti petroliferi.

Scaroni ha sottolineato che l'ingresso nell'azionariato e quello nel cda ''sono due cose completamente separate'' ed ha aggiunto: ''Non credo neppure che ci sara' la possibilita' di partecipare alla governance, l'acquisto di azioni non comporta l'ingresso nel board''.

Quanto, all'introduzione dell'addizionale Ires decisa dal trattato Italia-Libia ''non credo cambiera' in modo drammatico il nostro carico fiscale'', ha detto l'amministratore delegato dell'Eni, che ha anche precisato di non ritenere che questa imposizione avra' effetto sui prezzi finali. 

''Noi non siamo in monopolio - ha ricordato - e se i prezzi aumentano perdiamo quote di mercato... A me come a tutti - ha quindi aggiunto - le tasse non piacciono  particolarmente. Non siamo noi che le decidiamo, e' il governo che le propone ed il Parlamento che le approva''.

Sulla possibile entita' dell'addizionale Scaroni ha osservato: ''E' una tassa complicata, e' una specie di patrimoniale-reddituale che si aggiunge alle tante altre tasse che gia' paghiamo''.

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