Energia/ Il mini-barile? Nemico delle rinnovabili

Lunedì, 25 maggio 2009 - 15:06:00

Questo scenario vanificherebbe ogni migliore proposito di questo G8 energia. Nei mesi scorsi, Eni ha lavorato sulle possibilità di mitigare questo scenario, elaborando alcune proposte. Delle idee che ci guidano ho avuto modo di parlare in alcuni incontri, raccogliendo l’interesse di molti governi di paesi produttori e di paesi consumatori.

Ho quindi ritenuto che questo G8, che raccoglie i massimi esponenti della politica energetica mondiale, fosse l’occasione ideale per presentare più in dettaglio le nostre idee e le proposte che ne sono scaturite. Naturalmente non voglio illustrarvele in dettaglio in questa sede. Per questo abbiamo redatto un fascicolo che le espone. Voglio però darvi un flash dei punti centrali del nostro disegno.

A. Avviare un processo utilizzando le istituzioni esistenti e rafforzandone il coordinamento per arrivare alla creazione di un’agenzia globale dell’energia. Nel petrolio: non esiste un’agenzia globale che rappresenti tutti e che abbia al contempo gli strumenti per attuare iniziative concrete come quelle necessarie per stabilizzare il prezzo del petrolio. Cito soltanto l’esigenza di assicurare dati tempestivi, completi e affidabili sul mercato petrolifero che tanta influenza hanno sulle aspettative degli operatori e sul mercato forward (…)

B. L’individuazione di meccanismi in grado di contenere l’instabilità dei prezzi del petrolio e mitigare i cicli boom and bust. Come vedrete nel documento in vostro possesso, noi riteniamo che la strada più promettente sia data dall’integrazione di tre meccanismi diversi:
1. Mutuare dal settore elettrico il sistema di gestione della spare capacity, attraverso un apposito mercato di scambio delle prenotazioni della capacità inutilizzata, che verrebbe certificata dall’agenzia globale dell’energia. In tal modo si incentiverebbe la creazione di un’adeguata spare capacity, contrastando improvvise impennate nei prezzi.
2. Se i prezzi dovessero scendere troppo interverrebbe un altro meccanismo, il global stabilisation fund, che ha la finalità di assicurare un livello di ricavi minimo ai paesi produttori.
3. Si deve infine prevedere una gestione coordinata a livello globale delle scorte di petrolio e prodotti finiti, al fine di fornire una pronta risposta a situazioni d’emergenza.

Questi sono i pilastri del nuovo modello che proponiamo per avviare il cammino di concreta collaborazione tra paesi produttori e consumatori, nell’interesse di una maggiore stabilità nel mondo del petrolio ma anche di una maggiore certezza e affidabilità degli investimenti nelle fonti rinnovabili, nell’efficienza energetica e nella ricerca scientifica.

(Intervento dell'a.d. Eni, Paolo Scaroni, al G8 Energia)

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