Enel/ Endesa riceve 3 offerte per la rete di distribuzione del gas
La rete di distribuzione e trasporto del gas di Endesa (la principale utility spagnola controllata al 92,06% da Enel) piace ai grandi gruppi di private equity. In particolare la rete di distribuzione del gas si sviluppa per 4.000 km, quella di trasporto si articola su 900 km, per un valore complessivo stimato di circa 760 milioni di euro, leggermente inferiore alle cifre circolate in giugno, quando si parlò di un possibile incasso attorno agli 800 milioni di euro.
Secondo l’agenzia Reuters, che cita “fonti vicine all’operazione”, intenzionate a rilevare la rete sarebbero rimaste l’australiana Macquarie, l’americana Goldman Sachs e la francese Axa Private. Le vendite di gas di Endesa sul mercato libero spagnolo sono ammontate lo scorso anno a 975 milioni di euro (-19% su base annua), cui si debbono aggiungere altri 60 milioni di euro di ricavi sul mercato regolamentato, per un totale equivalente a 47,037 GWh (pari ad una quota di mercato dell’11,5%), in crescita del 10,2% rispetto al 2008.
Bocche cucite da parte da parte di tutti gli interessati, ovviamente, anche perché le trattative sarebbero tuttora in corso, con Endesa che sarebbe intenzionata a mantenere una quota del 20% e comunque a chiedere una “call option” a cinque anni sull’80% che sarà ceduto (l’ipotesi di una call option era stata avanzata sin dallo scorso febbraio come precondizione all’operazione). La notizie risolleva il titolo Endesa dai minimi della giornata visti attorno a 19,7 euro a Madrid, mentre Enel risale dai 3,94 euro toccati in mattinata, ma entrambi i titoli, come gran parte del settore energetico europeo, restano in rosso.
Rispetto a quanto aveva dichiarato il numero uno di Enel, Fulvio Conti, lo scorso luglio (raffreddando le voci che volevano interessati agli asset in via di cessione una decina di potenziali acquirenti), si nota infatti il venir meno di uno dei quattro potenziali acquirenti di cui lo stesso Conti non aveva rivelato l’identità. E meno concorrenti potrebbero voler dire anche un minor incasso per l’ex monopolista elettrico italiano, impegnato nel suo piano per ridurre l’indebitamento finanziario netto entro i 45 miliardi di euro a fine anno (rispetto ai 53,9 miliardi circa di fine giugno).
Luca Spoldi



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