Enel/ Banca IMI promuove il titolo
In altre parole il deficit energetico netto potrebbe favorire la società italiana, concludono gli uomini di Imi, che prevedono che Enel possa dimostrare maggiori capacità di ripresa del settore nel suo complesso. Meno interesse paiono destare i numeri 2009, dopo le indicazioni preliminari già diffuse per quanto riguarda il margine operativo lordo (Ebitda) e il debito netto, comunque gli analisti prevedono un utile per azione di circa 44 centesimi e un dividendo complessivo di 26 centesimi, 10 dei quali sono già stati distribuiti come acconto sul dividendo.
Nel complesso, basandosi su stime molto prudenziali (ad esempio per quanto riguarda le dismissioni gli analisti inseriscono nei loro calcoli solo 3,3 miliardi di euro, ossia le cessioni già definite in Italia e Spagna), gli esperti stimano che l’Ebitda possa salire nel 2014 a 18,4 miliardi di euro su base omogenea (ovvero 18,1 miliardi nel caso fossero realizzate dismissioni per 7 miliardi di euro come previsto dal precedente piano), mentre l’utile netto dovrebbe risultare pari a 5,4 miliardi (5,3 nel caso di completamento del programma di dismissioni). Su tali basi il modello di sconto dei flussi di cassa (Dcf) utilizzato dagli esperti proietta in 5,2 euro (da 5,01) il nuovo prezzo obiettivo del titolo.
I rischi maggiori, concludono gli esperti, restano legati all’andamento del programma di dismissioni: un terzo di queste è già stato completato come da programma, mentre la rete ad alto voltaggio spagnola ed Enel Green Power dovrebbero essere cedute entro il 2010. Mosse che se non sorgeranno intoppi dovrebbero rassicurare il mercato circa la capacità del gruppo italiano di portare a termine il programma come da attese e ridurre parallelamente il pesante fardello del debito.
Luca Spoldi



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