Enel/ Banca IMI promuove il titolo

Martedì, 16 marzo 2010 - 09:24:00

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Reazione tiepida dell’Enel alla nota di Banca Imi (gruppo Intesa Sanpaolo) che, alla vigilia del Cda chiamato domani ad approvare i conti dell’ex monopolista elettrico italiano e della presentazione a Londra, il 18 marzo, del nuovo business plan, conferma il proprio “buy” (acquistare, ndr) sul titolo, migliorandone tuttavia il target price da 5 a 5,2 euro per azione. Nel finale il titolo guadagna infatti meno di mezzo punto percentuale, a 4,18 euro per azione, rimanendo peraltro vicino ai massimi degli ultimi 12 mesi (+39,8% la performance di periodo, contro il +% dell’indice Ftse Mib), toccati a fine settembre scorso a 4,35 euro.

A spingere gli analisti di Banca Imi a migliorare il giudizio è l’attesa che fra due giorni il gruppo presenti un piano industriale 2010-2014 basato su “pochi elementi chiave”, quattro dei quali appaiono particolarmente interessanti, ossia: un aggiornamento del programma di dismissioni Enel-Endesa e una revisione al ribasso del target in termini di debito netto per Enel; l’aggiornamento delle previsioni sull’andamento delle attività internazionali del gruppo; nuovi dati sull’evoluzione del programma di efficientamento e in particolare delle sinergie tra Enel ed Endesa ed infine la politica dei dividendi.

Per quanto riguarda le dismissioni e la riduzione dell’indebitamento, gli esperti si attendono una sostanziale conferma dei 7 miliardi di dismissioni che ancora restano da effettuare secondo i programmi del precedente piano industriale dopo la cessione della rete da alto voltaggio di Endesa e le dismissioni già effettuate in Italia. Le attività internazionali dovrebbero invece offrire un supporto in termini di crescita, nonostante gli analisti prevedano un 2010 “debole” per il settore energetico tanto in Spagna quanto in Italia. “Riteniamo che i produttori più redditizi saranno quelli in grado di ottenere il mix di generazione meno oneroso, capaci di conservare un potere di prezzo nelle proprie politiche di vendita e che dimostrino flessibilità in termini di potere d’acquisto”.

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