Casi e casini di borsa/ Gli analisti restano fiduciosi sulle prospettive di Enel, in attesa della trimestrale
Morgan Stanley è convinta che Enel possa aver centrato l’obiettivo dei 45 miliardi di debito netto a fine 2010 e che riuscirà a tagliarlo a 41 miliardi al 2012 e riequilibrare un debito al momento concentrato a livello di holding ma che potrebbe essere riallocato più efficientemente anche tra le controllate. Tale ristrutturazione comporterebbe minori oneri finanziari a lungo termine, migliorerebbe la valutazione delle controllate, aumenterebbe la flessibilità strategica del gruppo e ridurrebbe lo sconto di holding attualmente applicato al titolo.
Il de-levereggiamento dovrebbe inoltre portare ad una maggiore crescita dell’utile per azione, anche perché il riequilibrio tra domanda e offerta in Italia, le prospettive di crescita per la divisione internazionale e per quella delle energie rinnovabili e i profitti (sostenibili) in America Latina lasciano ipotizzare un Ebitda (margine operativo lordo) in crescita del 2,5% annuo nel quinquennio 2010-2014.
Positiva anche la valutazione degli analisti di Barclays Capital, che giudica Enel un titolo dalle “attraenti valutazioni e modesti rischi” e ne conferma pertando il target price a 4,7 euro come pure il proprio “overweight” (sovrappesare) e la valutazione “positiva” sul settore, in attesa di conoscere tra un paio di giorni i risultati operativi e il debito netto. Come nel caso degli esperti di Morgan Stanley, anche quelli di Barclays Capital si attendono una crescita degli utili sia sul fronte domestico sia su quello internazionale e una probabile “razionalizzazione della struttura societaria” allo scopo dei migliorare gli utili per azione e il dividendo.
“Riteniamo – si legge nell’analisi – che il titolo offre un potenziale rialzista superiore a quello medio di settore così come un miglior rendimento in termini di dividendo (6,4% quello stimato per Enel a fronte di un rendimento medio del 5,4% per il settore, ndr), mentre i multipli applicati dal mercato trattano ad uno sconto ingiustificato rispetto ai concorrenti di settore”.
Luca Spoldi



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