L'elocutio precox di Eugenio Scalfari
Neanche verso Eugenio Scalfari e il suo alto pulpito domenicale i mercati hanno rispetto e riguardo. Ieri il Fondatore di Repubblica, nel suo editoriale, si è sbilanciato molto, sin dal titolo: "I due Mario l'Europa l'hanno salvata". Ma stamane, in apertura, Borse e titoli di Stato non hanno condiviso per niente.
Un lungo attacco, in verità un tantino autoreferenziale ma entusiasta: "Due domeniche fa intitolai il mio articolo 'Due Mario italiani per salvare l'euro'. Ero abbastanza ottimista in quell'articolo e così pure nell'altro della domenica seguente. Oggi lo sono ancora di più perché le previsioni sono diventati fatti e i fatti hanno un diverso peso, producono effetti, modificano aspettative, comportamenti e decisioni".
Premessa epistemologica, prima dell'elisir: "Dopo la firma di Giorgio Napolitano e la presentazione alle Camere del decreto ‘Salva Italia’, dopo la decisione della Bce annunciata giovedì scorso di aprire un credito illimitato al sistema bancario dell'Eurozona e dopo il Consiglio dei capi di governo dei 27 paesi dell'Unione di venerdì, il mio ottimismo si è rafforzato".
Quindi un impegno solenne ed esplicito (come Berlusconi nel contratto con gli italiani a Porta a Porta): "Lo dichiaro qui perché, oltre ad essere un giornalista sono anche un risparmiatore, un consumatore, un elettore, sicché il mutamento delle mie aspettative potrebbe anche rappresentare un ‘test’ di analoghi mutamenti” .
E se Scalfari si autodefinisce un test, diventano preziosi i suoi consigli per gli acquisti: "Del resto i mercati di venerdì l'hanno già resi visibili ed è probabile che i mercati di domani emettano un giudizio ancora più esplicito per quanto riguarda lo "spread", l'andamento delle borse e il rendimento dei debiti sovrani".
Niente da fare, un caso di elocutio precox. Troppa fretta, insomma. Stamane, infatti giù le borse, su lo spread e il rendimento dei titoli di Stato. Povero Scalfari, bastava leggere sin da sabato su Affaritaliani le analisi impeccabili di Ernesto Preatoni, da un anno nostro grande e inappuntabile cronista- commentatore dei fatti della crisi: accordi di Bruxelles, nulla di reale e di concreto, una semplice lettera d'intenti. Non solo. Secondo Preatoni ce n'è anche per noi. L'Italia avrà presto bisogno di una manovra da 20 mila miliardi per recuperare la crescita del costo degli interessi sul debito pubblico maturate in queste settimane. Poi, stamane, la mazzata di Moody’s. Direttore Scalfari, la prossima volta calma e gesso.


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