Edison/ Il Cda rinvia l’approvazione dei conti 2010, tra EdF e Delmi si va verso una proroga delle trattative?
Edison, pompieri in azione: mentre il Cda che doveva approvare i conti 2010 prende tempo, rinviando il tutto di una settimana a lunedì 21 marzo a causa di problemi legati al valore delle eventuali rettifiche da apportare ad alcuni asset di Foro Bonaparte, alla spicciolata i consiglieri presenti parlano di “clima ottimo” e di “atmosfera cordiale” dopo le tensioni che erano sembrate emergere negli ultimi giorni tra soci italiani e francesi attorno al tema, da tempo oggetto d’attenzione anche da parte di analisti e investitori, di un accorciamento della catena di controllo.
Da una parte i francesi di EdF chiedono di prorogare i patti in essere, avendo già fatto sapere da Parigi di aver autorizzato il management italiano a non rinnovare i patti in scadenza domani bensì a continuare i negoziati sul riassetto di Edison, dall’altra gli italiani nicchiano, anche se come ha confermato oggi Andrea Viero, direttore generale di Iren, l’ultima parola spetterà al Cda di Delmi (holding che raggruppa Enia, Sel, Dolomiti Energia e A2A, tutte ex municipalizzate socie di Edison) che si riunisce domani per valutare la proposta francese di una proroga per alcuni mesi, il tempo necessario a decidere che fare.
La complessa e più volte criticata (dagli analisti finanziari) struttura di controllo di Edison vede al momento Delmi socia al 50% di Transalpina di Energia (TdE), il cui altro 50% fa capo ai francesi di Edf (che direttamente controlla lo 0,29% di Edison e indirettamente un ulteriore 19,36%) e che controlla il 61,28% di Foro Buonaparte. Delmi da parte sua è controllata al 51% da A2A, mentre Iren (l’ex Enia) detiene il 15%, Sel e Dolomiti Energia il 10% ciascuno. Il restante 14% è infine in mano a Mediobanca (6%), Cassa di Risparmio di Torino (5%) e Banca Popolare di Milano (3%).
In teoria gli italiani non vorrebbero “fare la guerra” ai francesi di EdF, ma la scadenza del 17 marzo, ultima data utile per l’eventuale disdetta dei patti, è ormai dietro l’angolo e una decisione andrà presa. Se dei conti e degli impairment test “che sicuramente il professor Dallocchio ha già consegnato all’azienda” si potrà discutere il primo giorno di primavera, per sciogliere i nodi sul riassetto, come ha confermato oggi Renato Ravanelli, direttore generale di A2A e tra i principali “negoziatori” con Edf, vi sarebbero “buoni margini per raggiungere un accordo ottimo con Edf, ma nei tempi propri”.
La sensazione è dunque che difficilmente si riuscirà a trovare una soluzione gradita a tutti i soci prima dell’estate e che anche in Borsa il titolo, che oggi recupera lo 0,8%, ma nell’ultimo anno ha registrato un calo del 19% abbondante, non possa prima di tale data avere particolari spazi di recupero se non in relazione all’andamento del settore energetico nel suo complesso.
Luca Spoldi



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