Energia/ Settore delle utilities sotto i riflettori: brilla Edison, soffre A2A, restano prudenti Iride ed Enia
In questo inizio d’anno sono rimasti in sordina, complici i riflettori puntati ancora una volta sul comparto finanziario e assicurativo, ma l’attenzione sui titoli energetici non è calata. Anche perché, vuoi per la ripresa economica che sia pur stentatamente va consolidandosi, vuoi per notizie come quella di Google, che ha chiesto alla Federal Energey Regulatory Commission, tramite Google Energy, l’approvazione per poter vendere e comprare elettricità sui mercati all’ingrosso regolamentati, il settore è destinato a rimanere al centro di ogni discorso economico e industriale a medio e lungo termine.
Certamente i bassi volumi di queste ultime settimane consigliano agli investitori di muoversi con una certa cautela: basta infatti la pubblicazione di un report particolarmente favorevole o negativo per portare a immediate ripercussioni sui prezzi di borsa, come accade stamane a Milano ad Edison e A2A. La prima, in crescita a metà giornata dell’1,5% circa a 1,14 euro per azione, beneficia della promozione da parte degli analisti di Goldman Sachs che in un’analisi dedicata al comparto dei servizi di pubblica utilità hanno portato il giudizio da “neutral” a “buy” (acquistare), ritoccando inoltre il prezzo obiettivo da 1,20 a 1,40 euro per azione.
A2A ha invece subito la sorte inversa, venendo declassata da “buy” a “neutral”, con un prezzo obiettivo confermato peraltro a 1,8 euro. Risultato: a Piazza Affari il titolo cede lo 0,7% scivolando sotto la soglia di 1,42 euro per azione. In questo caso l’effetto è leggermente più sfumato perché in questi ultimi giorni altre case d’investimento, come Cheuvreux, ne hanno invece consigliato l’acquisto inserendo l’azione nella propria lista di titoli preferiti.
Sotto i riflettori anche Iride ed Enia: in una intervista il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, ha ammesso che “forse ci sono” ritardi nella fusione tra le due utilities (nate a loro volta dall’aggregazione l’una delle ex municipalizzate di Torino e Genova e l’altra di Parma, Piacenza e Reggio Emilia), ma che questi non sono dovuti a lotte per le poltrone. Solo una struttura basata su “specifiche attività di business” può stare insieme secondo Vincenzi.
Che per questo continua “ad affermare che dobbiamo evitare una holding elefantiaca, tipica delle vecchie municipalizzate”. “Questo è il punto. Non quante poltrone ha Genova e quante Torino” ha concluso Vincenzi, scommettendo sul fatto che entro gennaio la fusione andrà in porto e ribattendo a chi, a Genova, propone di rinviare tutto al 2012. Una posizione che piace al mercato perché va nel senso di rafforzare il soggetto che nascerà dalla fusione e dunque i suoi azionisti attuali, evitando due anni e mezzo di incertezze.
Anche in questo caso la risposta del mercato è prudente, in attesa di veder andare in porto l’operazione. Così Iride guadagna meno di mezzo punto percentuale oscillando a 1,35 euro, mentre Enia continua a oscillare poco sotto i valori della vigilia, a 5,48 euro per azione.
Luca Spoldi



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