Rumors/ Edf, dietrofront su Edison. Mani legate di A2A
Edison sembra sempre di più quelle belle figlie di buona famiglia, che ognuno vuole ma nessuno si piglia: all'apparenza non si scorgono nubi nel rapporto che lega i francesi di Edf e i soci italiani di Delmi. La holding tricolore che a sua volta raggruppa raggruppa A2A (51%), Enia (15%), Sel (10%), Dolomiti Energia (10%), Mediobanca (6%), Cassa di Risparmio di Torino (5%), Banca Popolare di Milano (3%) e che con Edf controlla pariteticamente Transalpina Energia, la quale a sua volta controlla il 61,28% di Edison. Ma il fuoco cova sotto le ceneri. 
| Nel periodo 2009/2013 il gruppo A2a prevede investimenti per circa 2,8 miliardi e dividendi non inferiori a 1,5 miliardi, autofinanziati dalla gestione ordinaria e dalla cessione di attivita' non straegiche. E' quanto si legge nella nota diffusa dopo le riunioni del consiglio di sorveglianza e del consiglio di gestione della societa' energetica, che hanno confermato le linee guida del piano industriale varato nel 2008. Il gruppo A2A ha chiuso il 2008 con un margine operativo lordo di 1,069 miliardi di euro, in crescita del 6% rispetto al 2007. Tra gli altri dati di preconsuntivo, esaminati oggi dal cda, gli investimenti sono stati pari a 425 milioni di euro, la posizione finanziaria netta e' negativa per 3,482 miliardi (+4%). |
Da parte francese, infatti, l'attuale Ceo Pierre Gadonneix, impegnato in un piano di dismissioni da 5 miliardi di euro per ridurre l'indebitamento (che a fine 2008 sfiorava i 24,5 miliardi di euro, in crescita del 50% rispetto al 2007), ha più volte espresso il concetto che qualsiasi asset è da considerare cedibile. Gadonneix di certo non ha motivi per proteggere quella in Edison più di altre partecipazioni, dato che la "campagna d'Italia" fu fortemente voluta e orchestrata dal suo predecessore, Francois Roussely, e che alla fine a comandare in Edison sono gli italiani.



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