Ecco il piano Fornero per il lavoro. Contratto unico, più soldi ai contratti a termine

Giovedì, 19 gennaio 2012 - 10:57:00
Elsa Fornero

Un unico contratto al posto degli attuali 48 censiti dall'Istat, ma con due fasi, la prima 'di ingressò, che potrà durare, a seconda dei tipi di lavoro, fino a tre anni e una seconda di stabilità, in cui il lavoratore godrà di tutte le tutele oggi riservate ai contratti a tempo indeterminato. È il 'piano Fornerò sintetizzato oggi da 'Repubblicà che potrebbe venir fuori da due tavoli operativi sulla riforma del mercato del lavoro e sulla crescita: il primo gestito dal ministro Elsa Fornero, il secondo dal suo collega delle Attività Produttive, Corrado Passera.

Su questo schema si svolgerà lunedì la trattativa tra governo e parti sociali. L'obiettivo del ministro Fornero, ricorda il giornale, sarebbe di arrivare a febbraio al varo del provvedimento, passando attraverso un disegno di legge o un disegno di legge delega. Durante la fase di ingresso, in caso di licenziamento con motivazioni che non siano di tipo disciplinare ("giusta causa"), il datore di lavoro non avrà l'obbligo di reintegrare il dipendente ma potrà risarcirlo pagando una specie di penale pari alla paga di cinque giorni lavorativi per ogni mese lavorato.

In caso di una fase di ingresso di tre anni, il licenziamento dovrà essere risarcito con sei mesi di mensilità. Quanto ai contratti a termine con il provvedimento allo studio invece sarà impossibile assumere a tempo determinato dipendenti per i quali viene corrisposto un salario inferiore ai 25 mila euro lordi annui (o proporzionalmente inferiore se la prestazione dura meno di dodici mesi). Faranno eccezione i lavori tipicamente stagionali (come quelli agricoli o alcuni nelle località turistiche).

Verrà messo un tetto anche ai contratti a progetto e di lavoro autonomo continuativo che rappresentino più di due terzi del reddito di un lavoratore con la stessa azienda. Se questi contratti avranno una paga annua lorda inferiore ai 30 mila euro, saranno trasformati automaticamente in Cui. La riforma dovrebbe anche prevedere l'introduzione di un salario minimo legale stabilito da un accordo tra le parti sociali. Se non si trovasse l'accordo, il salario minimo dovrà essere fissato dal Cnel. Quanto agli ammortizzatori l'obiettivo è di tornare alla cassa integrazione ordinaria che interviene solo per far fronte alle crisi cicliche e temporanee dei settori.

Arriva anche la possibilità per i lavoratori precoci di andare in pensione senza penalizzazioni indipendentemente dall'età anagrafica (42 anni e un mese per gli uomini e 41 anni e un mese per le donne). Novità anche per i cosiddetti "esodati", cioé i lavoratori che hanno lasciato il lavoro in anticipo in seguito ad accordi aziendali contando su tempi certi per la pensione in base alle vecchie regole previdenziali. L'emendamento dei relatori prevede che siano pensionati con le vecchie regole, in vigore all'atto della sottoscrizione delle intese.

Ancora irrisolto il problema della copertura per gli emendamenti al decreto milleproroghe che riguardano le pensioni. Durante la seduta in corso sarebbero dovuti arrivare nelle commissioni Affari Costituzionali e Bilancio riunite i conti della Ragioneria dello Stato per determinare i costi delle modifiche proposte dai realtori e quindi la possibilita' di approvarle. Al momento, invece, la commissione sta procedendo con il parere sugli altri emendamenti e non e' stata fatta alcuna previsione sui tempi entro i quali arriveranno dal governo i conti sulle coperture. Incerti di conseguenza anche i tempi del voto al mandato al relatore, che alcuni commissari avevano previsto per il primo pomeriggio.



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