DSK in manette/ L'Italia è più civile degli Usa
Poltrona Fmi/ Ha un passato alla Banca centrale cinese e alla Banca Mondiale, ha insegnato tra Cina e Stati Uniti, sorride spesso: Zhu Min, aria da Harry Potter con gli occhi a mandorla nonostante si stia avviando alla sessantina, e' uno dei possibili successori al vertice del Fondo Monetario Internazionale (da un anno è consigliere della direzione generale) dopo le dimissioni di Dominique Strauss-Kahn. A lanciare ufficialmente il valzer delle candidature e' stato il ------------------------------------ Il giudice Michael Obus ha ricevuto la cauzione di un milione di dollari in contanti e i 5 milioni in garanzie collaterali necessari per concedere gli arresti domiciliari a Dominique Strauss-Kahn. Lo hanno reso noto noto i legali dell'ex direttore del Fondo Monetario Internazionale. Tuttavia rimangono in sospeso ancora altre questioni sulla cauzione prima che Dsk sia rilasciato. Secondo la sentenza del giudice della Suprema Corte di New York, Strauss-Kahn -che e' accusato di aver violentato un cameriera d'albergo- dovra' indossare un braccialetto elettronico mentre un poliziotto armato privato vigilera' ventiquattro ore su ventiquattro sulla casa gia' affittata dalla moglie a Manhattan, a spese dell'imputato. "Nessuno uscira' fino a quando non saranno risolte tutte le condizioni, con soddisfazione della Corte", ha detto Obus ai legali. Gli avvocati e i pubblici ministeri torneranno dinanzi alla Corte alle 14:30 ora locale (le 20:30 in Italia). Strauss-Kahn ha trascorso le ultime quattro notti a New York nella prigione di Rikers' Island. ------------------------------------ L'AFFAIRE DSK Caso Strauss-Kahn/ Lo psicoterapeuta Fulvio Scaparro (criminologia clinica) ad Affari: "Persone come Strauss-Kahn sono doppiamente schiave". Ecco perché Strauss-Kahn/ Ecco tutte le donne che lo accusano Strauss-Kahn arrestato. Accusa di tentato stupro Strauss-Kahn/ Vacilla l'alibi: "Graffi sul torace". Accusato anche di sodomia Strauss-Kahn/ Il legale della cameriera: nulla di consensuale in quella stanza Strauss-Kahn/ L'ira delle ministre Ue: "Si dimetta" Nella bufera/ Fmi, Strauss-Kahn anche a rischio Aids. La cameriera: così sono stata stuprata
Di Giaguaro
quotidiano China Daily (Renmin Ribao), voce ufficiale del
Partito Comunista Cinese.
Strauss-Kahn, concessi gli arresti domiciliari
(dietro questo pseudonimo si nasconde un generale dei carabinieri in servizio)
Mi è capitato di leggere,questa mattina, nella rubrica di un quotidiano dedicata alle lettere al direttore,la mail di un cittadino che lamentava l’esibizione mediatica del presidente del FMI, Strauss-Kahn, com’è noto arrestato dalla Polizia di New York in quanto accusato di stupro, ammanettato e stravolto dopo lunghi interrogatori, prima che la di lui colpevolezza fosse stabilita da una sentenza giudiziaria.
Senza dubbio il reato di cui all’accusa è rivoltante, ma è altrettanto vero che la sete di giustizia della vittima e di tutti coloro che dall’evento si sentono colpiti, deve necessariamente trovare appagamento nei 70 anni di pena che l’accusato, se riconosciuto responsabile,dovrà scontare e non in altre forme di vendetta, specie prima dell’accertamento di colpevolezza, essendo pacifico che, in ogni caso, la dignità umana dell’arrestato debba essere tutelata.
In Italia ci si ricorderà del caso dell’on.Enzo Carra, esponente politico arrestato all’epoca di “mani pulite”, che venne condotto nell’aula dibattimentale con i ferri ai polsi ed ivi lasciato in attesa dell’inizio dell’udienza. La vicenda provocò, all’epoca polemiche e generò,sia da parte giudiziaria che da parte delle varie dirigenze delle Forze di Polizia, una serie di norme volte a regolamentare la questione.
Da noi è l’Autorità Giudiziaria che decide, quanto meno in aula,sull’argomento mentre, assistendo ad un processo negli USA,a specifica domanda, un magistrato americano mi ha risposto che da loro è competenza esclusiva dello sceriffo, in quanto primo responsabile dell’incolumità collettiva (e nel caso di ribellione violenta facilmente anche prima vittima).
Dovendo quindi contemperare la necessità di assicurare la sicurezza delle varie operazioni che riguardano l’arrestato con la tutela della dignità di quest’ultimo, occorre innanzitutto considerare che non è possibile pretendere che gli agenti operanti rinunzino ad applicare le misure restrittive previste, con conseguente grave pregiudizio per loro stessi,per la sicurezza collettiva e per quella stessa del fermato, essendo essi anche responsabili riguardo ad eventuali atti di autolesionismo.
Infatti quando spesso vediamo, nelle riprese televisive, gli agenti che, all’atto di far salire sull’auto di servizio l’arrestato, gli mettono una mano sulla testa, ciò non è per schiacciare il soggetto all’interno della macchina, ma per impedire che questi si ferisca battendo, anche volontariamente, la testa contro il tettino.
Negli Stati Uniti i poliziotti sono tutelati da una procedura operativa molto rigida che prescinde dalla loro discrezionalità, per cui a nessuno verrà mai contestato ad es. il fatto di avere ammanettato una casalinga di mezza età apparentemente inoffensiva. D’altra parte una eccessiva permissività sull’argomento comporterebbe un consistente maggiore impiego di addetti che si troverebbero ad operare in stato di costante tensione, dovendo essere costretti ad intervenire con azione di forza ad ogni movimento del custodito, magari anche innocuo ma suscettibile di essere considerato potenzialmente pericoloso.
Penso comunque che sia adeguata la disposizione nostrana che,garantendo comunque l’impiego dei mezzi costrittivi previsti, impegna l’ufficiale di Polizia Giudiziaria operante ad attuare, compatibilmente con la situazione contingente e con i mezzi a disposizione,tutti gli accorgimenti ed anche espedienti utili alla tutela della dignità dell’arrestato,evitando quindi la c.d.”gogna mediatica”.Alcuni colleghi,appartenenti all’Arma dei Carabinieri,mi raccontarono che in qualche circostanza si erano liberati dell’assedio di giornalisti e fotografi facendo uscire dalla caserma un carabiniere volontario,incappucciato,ammanettato e scortato,sul quale i predetti si erano mediaticamente accaniti per poi allontanarsi in direzione delle rispettive redazioni,avendo in tal modo i militari la possibilità di procedere tranquillamente in seguito,alla traduzione del vero arrestato.



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