Dpef - Ok dal Consiglio dei Ministri

Mercoledì, 15 luglio 2009 - 12:47:00

Dl anticrisi/ Arriva lo scudo fiscale: presentato l'emendamento

Via libera all'unanimità del Consiglio dei ministri al documento di programmazione economico-finanziaria 2010-2014. "Non per mancanza di democrazia" - precisa subito il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi - ma perché il documento era stato approfonito in ogni punto. Al contrario - rimarca il Cavaliere - di quel che avviene in Europa, dove spesso non si riesce ad avere la stessa comune condivisione". Il Premier ha precisato che "non ci sono novita' rispetto alla finanziaria triennale della scorsa estate. In tutti i rapporti che abbiamo avuto con presidenti e direttori delle istituzioni finanziarie internazionali e con il presidente della Commissione europea Barroso si e' potuto verificare che c'è stata grande considerazione per la tenuta e l'affidabilità del bilancio italiano".

TREMONTI: "RAGGIUNTA COESIONE SOCIALE" - Nel corso della conferenza stampa, Giulio Tremonti ha spiegato che, se non avesse dovuto redigere il Dpef, non avrebbe fatto previsioni per il 2010, "perché sono solo congetture". Il ministro dell'Economia ha poi dichiarato che "e' stato raggiunto l'obiettiva della coesione sociale. Le entrate tengono e la caduta rallenta e questo ha assoluta evidenza nel bollettino" pubblicato ieri. Tremonti ha poi aggiunto che "Le riforme non sono mai abbastanza. E' piu' difficile fare una riforma che scrivere un articolo di fondo noi abbiamo una strategia di riforme. Dovrei farle tutte di colpo? E' impossibile".

"ESSENZIALE IL RISANAMENTO" - Nel documento si legge che il Governo ritiene "essenziale ristabilire sin d'ora un percorso di risanamento solido e credibile per il dopo-crisi". Gli obiettivi restano quelli di "una convergenza verso il pareggio di bilancio in termini strutturali" e "verso una graduale ma costante riduzione del rapporto debito/Pil non appena la ripresa si sara' consolidata".

IL SISTEMA BANCARIO - Nel documento si esprime la necesità di una "ricapitalizzazione del sistema bancario. Allo stesso tempo, si sottolinea, le gravi crisi bancarie emerse in molti altri paesi "non si sono verificate" nel nostro paese". L'esecutivo spiega che contro la ripresa un fattore di rischio "e' costituito dalla possibile retroazione negativa dell'economia reale al sistema finanziario. Negli ultimi mesi la qualita' del credito si e' lievemente deteriorata sia per le societa' non finanziarie sia per le famiglie consumatrici italiane: il rapporto tra sofferenze e credito concesso, pari rispettivamente al 3,6% e al 2,7% a maggio, pur contenuto in base storica, risulta in aumento da novembre".

LE PREVISIONI - Nel Dpef il governo fissa alcune previsioni: l'economia dovrebbe ripartire dal 2010, dopo un calo del Pil del 5,2%. Crescera' dello 0,5% e poi, dal 2011, del 2%. Il deficit strutturale, al netto delle misure una tantum e dell'andamento dell'economia, dovrebbe raggiungere il 3,1% nel 2009 e il 2,8% nel 2010.

LE MISURE ANTICRISI - L'Italia ha stanziato contro la crisi, senza considerare gli interventi a favore del settore bancario, "risorse lorde pari a circa 27,3 miliardi per il quadriennio 2008-2011 (2,7 miliardi nel 2008, 11,4 nel 2009, 7,5 nel 2010 e 5,8 nel 2011), corrispondenti all'1,8 per cento del Pil". A questo si aggiungono 16 miliardi di finanziamenti alle infrastrutture. Il Dpef spiega come gli stanziamenti italiani siano stati minori rispetto agli altri Paesi perché "non vi è stata necessità di intervenire a sostegno del sistema finanziario in modo così massiccio". Secondo i dati comparativi del Fmi aggiornati al 19 maggio 2009 - sempre riportati in una tabella del Dpef - l'Italia avrebbe stanziato quest'anno lo 0,8% del Pil, a fronte dell'1,6% della Francia, del 3,7% della Germania, del 4,6% della Spagna e del 18,9% del Regno Unito.

LA RIPRESA NEL 2010 - L'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. Per questo si ipotizza la ripresa dal 2010''. Quanto ai conti pubblici, il Dpef prevede che il deficit si attesti nel 2009 al 5,3% per poi scendere al 5,0% nel 2010. Queste previsioni non concordato pero' con i dati diffusi dalla Banca d'Italia. Molto negativo a questo proposito il giudizio di Pierluigi Bersani, ex ministro per lo Sviluppo economico e candidato alla segreteria del Pd: ''Il governo ha sparso incenso sui conti pubblici, ma ora siamo di nuovo nei guai. La spesa corrente non e' sotto controllo perche' i tagli non hanno funzionato. Le entrate calano, il deficit cresce''.

LA REAZIONE DEI SINDACATI - Ieri, a Palazzo Chigi, si e' svolto un primo incontro tra governo, sindacati e Confindustria. Nella riunione si e' precisato che il confronto sulle singole misure e' rinviato ad altra sede, perche' l'obiettivo era quello di una prima esposizione delle reciproche posizioni. Molto insoddisfatto si e' dichiarato Guglielmo Epifani, segretario della Cgil: ''Il governo non ha detto nulla sulle pensioni e sullo scudo fiscale: ne parlano tutti i giornali e a noi non ha detto nulla''. Il riferimento e' al decreto anti-crisi che e' in discussione in questi giorni nelle Commissioni bilancio e finanze della Camera ma anche all'intenzione dell'esecutivo di ottemperare alle indicazioni dell'Unione europea che prevedono l'innalzamento a 65 anni dell'eta' pensionabile delle donne che lavorano nel pubblico impiego. Piu' interlocutorio il giudizio di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: ''Lo scudo fiscale va bene, a condizione che coloro che vengono scoperti vengano dichiarati ufficialmente evasori. Chi va a portare i soldi fuori ha un comportamento anti-sociale''. Luigi Angeletti, segretario della Uil, ha chiesto al governo la riduzione delle tasse sulla tredicesima ma anche la definizione di una moratoria per il pagamento dei contributi in favore delle piccole imprese che non licenziano. Critica la posizione di Renata Polverini, segretaria della Ugl: ''Occorre uno scatto di reni per sostenere i redditi da lavoro e da pensione e stimolare i consumi. Chiediamo di estendere la moratoria sui crediti alle imprese anche alle famiglie, in particolare dei lavoratori in cassa integrazione o che hanno perso il lavoro''.

TREMONTI: "QUESTO E' L'ULTIMO DPEF DEL GOVERNO" - Nel corso dell'incontro governo-sindacati, il ministro Giulio Tremonti ha tenuto a precisare che ''questo e' l'ultimo Dpef di questo governo'' perche' si misura sull'andamento dell'economia fino al 2014. Per il responsabile dell'Economia, gli obiettivi dell'esecutivo sono tre: tenuta strutturale dei conti pubblici, coesione sociale attraverso gli ammortizzatori sociali e liquidita' alle imprese, a partire da quelle piccole e medie. Tremonti e' apparso ottimista sull'andamento dell'economia mondiale e di quella italiana: ''Ci sono microsegnali buoni, le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate.

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