Dpef/ Oggi l'ok del Cdm. Sindacati critici
Consiglio dei ministri convocato per questa mattina. All'ordine del giorno c'e' il via libera al Documento di programmazione economico-finanziaria, il Dpef relativo alla manovra di finanza pubblica per il quadriennio 2010-2014.
I numeri dell'economia tornano al centro del dibattito politico e delle preoccupazioni del governo dopo che la Banca d'Italia ha diffuso i dati sull'andamento del debito pubblico. Si e' raggiunto un nuovo massimo storico a maggio: 1.752,188 miliardi di euro, in crescita di circa 4 miliardi rispetto al mese precedente e in forte salita rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.
Nel Dpef il governo fissa alcune previsioni: l'economia dovrebbe ripartire dal 2010, dopo un calo del Pil del 5,2%. Crescera' dello 0,5% e poi, dal 2011, del 2%. Il deficit strutturale, al netto delle misure una tantum e dell'andamento dell'economia, dovrebbe raggiungere il 3,1% nel 2009 e il 2,8% nel 2010.
Ieri, a Palazzo Chigi, si e' svolto un primo incontro tra governo, sindacati e Confindustria sulle linee del Dpef. Nella riunione si e' precisato che il confronto sulle singole misure e' rinviato ad altra sede, perche' l'obiettivo era quello di una prima esposizione delle reciproche posizioni.
Molto insoddisfatto si e' dichiarato Guglielmo Epifani, segretario della Cgil: ''Il governo non ha detto nulla sulle pensioni e sullo scudo fiscale: ne parlano tutti i giornali e a noi non ha detto nulla''. Il riferimento e' al decreto anti-crisi che e' in discussione in questi giorni nelle Commissioni bilancio e finanze della Camera ma anche all'intenzione dell'esecutivo di ottemperare alle indicazioni dell'Unione europea che prevedono l'innalzamento a 65 anni dell'eta' pensionabile delle donne che lavorano nel pubblico impiego.
In riferimento alle proposte della Cgil, Epifani ha chiesto al governo un intervento fiscale per i lavoratori dipendenti, misure per il sostegno alla domanda, lo stanziamento delle risorse per i contratti dei dipendenti pubblici e un allungamento della durata del sussidio di disoccupazione. ''Se non si fanno questi interventi, non e' che possiamo poi scoprire che il Pil cala del 5%: se si fosse fatto di piu' l'anno scorso, non saremmo arrivati a -5%'', ha concluso il leader della Cgil lasciando Palazzo Chigi.
Piu' interlocutorio il giudizio di Raffaele Bonanni, segretario della Cisl: ''Lo scudo fiscale va bene, a condizione che coloro che vengono scoperti vengano dichiarati ufficialmente evasori. Chi va a portare i soldi fuori ha un comportamento anti-sociale''.
Luigi Angeletti, segretario della Uil, ha chiesto al governo la riduzione delle tasse sulla tredicesima ma anche la definizione di una moratoria per il pagamento dei contributi in favore delle piccole imprese che non licenziano.
Critica la posizione di Renata Polverini, segretaria della Ugl: ''Occorre uno scatto di reni per sostenere i redditi da lavoro e da pensione e stimolare i consumi. Chiediamo di estendere la moratoria sui crediti alle imprese anche alle famiglie, in particolare dei lavoratori in cassa integrazione o che hanno perso il lavoro''.
La priorita' della coesione sociale e' stata sottolineata dalla presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha sollecitato tutte le misure che possono aiutare le imprese a superare la crisi. Prudente la posizione sulle pensioni: ''Tema delicato che va trattato con attenzione. La strada giusta e' legare l'eta' pensionabile all'andamento demografico''.
Nel corso dell'incontro governo-sindacati, il ministro Giulio Tremonti ha tenuto a precisare che ''questo e' l'ultimo Dpef di questo governo'' perche' si misura sull'andamento dell'economia fino al 2014. Per il responsabile dell'Economia, gli obiettivi dell'esecutivo sono tre: tenuta strutturale dei conti pubblici, coesione sociale attraverso gli ammortizzatori sociali e liquidita' alle imprese, a partire da quelle piccole e medie. Tremonti e' apparso ottimista sull'andamento dell'economia mondiale e di quella italiana: ''Ci sono microsegnali buoni, le tensioni sui mercati finanziari si sono gradualmente allentate.
L'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata, ma si sta evidenziando un'attenuazione delle spinte recessive. Per questo si ipotizza la ripresa dal 2010''. Quanto ai conti pubblici, il Dpef prevede che il deficit si attesti nel 2009 al 5,3% per poi scendere al 5,0% nel 2010. Queste previsioni non concordato pero' con i dati diffusi dalla Banca d'Italia. Molto negativo a questo proposito il giudizio di Pierluigi Bersani, ex ministro per lo Sviluppo economico e candidato alla segreteria del Pd: ''Il governo ha sparso incenso sui conti pubblici, ma ora siamo di nuovo nei guai. La spesa corrente non e' sotto controllo perche' i tagli non hanno funzionato. Le entrate calano, il deficit cresce''.



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