Dl anticrisi/ Si lavora per un decreto unico

Giovedì, 25 giugno 2009 - 20:01:00


tremonti
Giulio Tremonti
Mancano ormai poche ore per la messa a punto del 'decretone' che approderà venerdì in Consiglio dei ministri. L'intenzione del governo sarebbe di presentare un solo decreto che contenga le norme di sviluppo e le proroghe, per avere un iter unificato e quindi piu' agevole, anche in previsione di una eventuale fiducia. Ma su questo sono proseguiti i contatti con il Quirinale, dopo il colloquio di mercoledì del Capo dello Stato con il ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il Colle, infatti, è da sempre attento al tema dei decreti omnibus e non vedrebbe di buon grado un decreto che accanto alle misure per lo sviluppo aggiungesse troppe proroghe disomogenee con le finalita' del provvedimento.

L'obiettivo del decreto, spiegano fonti ministeriali, è quello di definire un piano a sostegno delle imprese ma anche delle famiglie. Ecco perche' il governo sta studiando un ampliamento della social card che pero' non sara' inserito tra i provvedimenti all'esame del Cdm. L'ipotesi e' quella di alzare il limite anagrafico dei bambini presenti nel nucleo familiare a basso reddito da 3 a 6 anni e alzare la soglia minima di reddito degli anziani ultrasessantacinquenni da 6 a 8 mila euro.

Per quanto riguarda il welfare, in Cdm si discuterà la proposta del ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, per aumentare l'eta' pensionabile delle donne, equiparandola cosi' a quella degli uomini, come richiesto dalla Ue. L'idea è quella di aumentare un anno ogni due l'eta' di pensionamento delle donne, cosi' da arrivare ai 65 anni nel giro di dieci anni. L'obiettivo e' anche quello di usare i risparmi derivanti dall'uscita posticipata per migliorare le condizioni di lavoro femminile. Sul fronte del lavoro saranno principalmente quattro gli interventi: la possibilita' per il cassintegrato che viene assunto da una azienda di portarsi appresso in dote l'ammontare della Cig; la capitalizzazione della Cig da parte del cassintegrato per un eventuale start up di una sua impresa autonoma; nuove norme che facilitino il commissariamento per le regioni che non rispettano il piano di rientro della spesa sanitaria (attualmente le regioni sono cinque e sotto la lente d'ingrandimento c'e' soprattutto la situazione della Calabria).

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