Dl Sviluppo/ Via libera dopo il 20 ottobre
FRATTINI, UN CONDONO NON E' NEI PROGRAMMI - Un condono nell'ambito dell'imminente decreto per lo sviluppo non rientra nei programmi del governo: lo ha puntualizzato Franco Frattini, aggiungendo che certi 'rumours' servono solo a "danneggiare il Paese". Intervenendo a Radio Anch'Io, il capo della Farnesina ha precisato che al vertice di ieri dedicato alle misure per la ripresa economica, riservato al Pdl, fara' seguito all'inizio della prossima settimana "una riflessione allargata alla Lega e anche ai Responsabili".
LETTA, CONDONO LA SOLUZIONE PEGGIORE - "Il condono e' la peggiore delle soluzioni a questa situazione". Lo ha sottolineato a margine dell'incontro dell'intergruppo parlamentare per la sussidiarieta' a Sarteano, Encrico Letta, vicesegretario del Partito Democratico. "Vuol dire - ha aggiunto - mettere l'ennesimo cerotto che peggiora la situazione. C'e' bisogno di politiche che affrontino i nodi come la riforma del fisco, del sistema del mercato del lavoro e che premi quello stabile rispetto a quello flessibile, politiche che riguardino anche le infrastrutture che si possono fare anche attraverso scelte dolorose. Il condono e' una non scelta - ha concluso Letta - l'Italia la pagherebbe in modo molto grave".
FITTO, CONDONO NON E' UNA MISURA DA ESCLUDERE A PRIORI - "Il condono non e' una misura da escludere a priori". Lo ha detto il ministro per i rapporti con le Regioni, Raffaele Fitto, prima del suo intervento alla XV assemblea Anci in corso a Brindisi. "Il Governo e' alle prese con il decreto sviluppo. All'interno di questo decreto - ha aggiunto - faremo le valutazioni necessarie, per cercare di capire quali siano le misure piu' pertinenti, senza escludere a priori nulla. Sarebbe sbagliato escludere a priori delle misure, ma e' altrettanto sbagliato lanciarle come certezza".
SLITTAMENTO A DOPO IL 20 OTTOBRE - A Paolo Romani il compito di coordinare le proposte che comporranno il mosaico del decreto Sviluppo che approdera' in Consiglio dei ministri attorno al 20 ottobre. Dal vertice del Pdl di palazzo Grazioli emerge la conferma che il provvedimento subira' uno slittamento rispetto ai tempi inizialmente indicati e che sara' varato dal governo dopo l'approdo in Parlamento della Legge di Stabilita'. Fonti parlamentari del Pdl confermano che al momento il testo del decreto e' una 'pagina bianca' che andra' riempita di contenuti e che infrastrutture, semplificazione e qualche intervento per le imprese restano i punti su cui si lavorera'. La Lega preme perche' si reperiscano risorse aggiuntive. E una fonte di governo lascia intendere che e' possibile che il decreto non sia a somma zero, ma che potrebbero esserci delle risorse recuperate in qualche piega del bilancio che possano essere messe a disposizione per qualche intervento piu' concreto. E lo stesso premier vorrebbe qualcosa da mettere sul tavolo. Ma l'entita' di queste risorse comunque, spiega la stessa fonte, dovrebbe essere piuttosto limitata. Tuttavia altre fonti ministeriali ribadiscono che i margini per recuperare qualcosa per lo sviluppo sono piuttosto scarsi e i paletti fissati da Giulio Tremonti sembrano abbastanza netti. Lo stesso ministro dell'Economia, nell'unica battuta concessa ai cronisti oggi ha spiegato che "con Berlusconi abbiamo idee diverse sui soldi" E anche nei settori del Pdl che in questi giorni sono stati piu' critici nei confronti del ministro dell'Economia, si ammette che reperire risorse fresche al momento e' complicato. Alcuni parlamentari del partito del premier stanno mettendo a punto delle proposte (ad esempio che riguardino la defiscalizzazione di alcune attivita' d'impresa o la certezza de tempi di pagamento delle P.A.) che saranno messe sul tavolo la settimana prossima. E proprio martedi' prossimo, secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, ci sara' un nuovo vertice di maggioranza, allargato alla Lega e agli ex Responsabili. Li' si comincera' a discutere delle proposte su cui lo stesso Berlusconi si e' incaricato di fare una sintesi.


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