Beni Stabili, Del Vecchio vende a prezzo di saldo
Beni Stabili resta in rosso a Milano, a causa dell'accelerated bookbuilding con cui questa mattina Mediobanca ha collocato 81.739.700 azioni ordinarie (pari al 4,3% del capitale) presso "investitori istituzionali italiani ed esteri" dovendosi accontentare di un prezzo di 0,63 euro per azione. Come già avvenuto per Tod's anche in questo caso la domanda sarebbe stata di buona qualità oltre che quantitativamente consistente grazie allo sconto praticato sul prezzo di borsa (nonostante il quale il titolo resta in rialzo del 16% circa da inizio anno).
Ai fondi sono andati i titoli che Delfin Sarl (holding della famiglia Del Vecchio) aveva ricevuto dalla controllante Fonciere des Regions a titolo di dividendo ed il cui collocamento è utile a incrementare il flottante del titolo che peraltro superava già ampiamente il 35% richiesto come condizioni per poter aderire al regime SIIQ (società di investimento immobiliare quotate), per il quale la società ha optato lo scorso 15 dicembre con efficacia a partire dall'esercizio fiscale 2011.
A tal fine, del resto, la stessa controllante francese (di cui Delfin Sarl è il secondo azionista col 29,6%) aveva ceduto lo scorso 8 ottobre l'1,2% del capitale a 0,6775 euro a titolo, riducendo la propria partecipazione al 50,872% e dunque sotto il 51%, così come richiesto dalla normativa sulle SIIQ (nessun singolo socio deve possedere oltre il 51% dei diritti di voto e partecipazione agli utili), quindi contrariamente a quanto paventato stamane da qualche analista (forse tratto in inganno dal fatto che sul sito della Consob la partecipazione del gruppo immobiliare francese non è ancora stata aggiornata e risulta pari ancora al 52,072%, fotografando la situazione precedente a ottobre) di ulteriori code di vendita.
Anche perché anche il Credit Agricole, socio al 5% in Beni Stabili, sembra voler mantenere stabile la propria partecipazione secondo quanto riferiscono ad Affaritaliani fonti di mercato, secondo le quali il titolo una volta smaltito l'impatto negativo di breve periodo (il collocamento è avvenuto con uno sconto attorno al 5% rispetto ai valori della chiusura di ieri, sul minimo della forchetta indicata in apertura di giornata tra i 63 e i 64 centesimi per azione), potrà tornare ad apprezzarsi, tanto che alcuni come Banca Akros continuano a giudicare ingiustificato lo sconto sul NAAV (pari al 34% circa) e dunque prevedono che a medio termine il prezzo possa riportarsi in area 80 centesimi per azione.
Semmai qualche operatore nota che Leonardo Del Vecchio questa volta non può sorridere, visto che La Leonardo Finanziaria Srl aveva acquisito la partecipazione in Beni Stabili nel 2004 attraverso un'Opa lanciata a 0,634 euro a titolo (poi alzato a 0,691 euro) dopo aver acquistato un 3,51% del capitale (59.670.759 azioni) in borsa a 0,701 euro l'una (per circa 41,83 milioni). Complice la crisi che ha colpito da allora il mercato immobiliare e tuttora lungi dall'essere superata l'investimento non ha dunque dato, almeno in termini puramente finanziari, il risultato sperato, anche se ha consentito al patron di Luxottica di entrare nella stanza dei bottoni di un gruppo immobiliare pan-europeo.
Luca Spoldi



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