Scudo fiscale/ Sì della Camera: il decreto è legge. Napolitano firma

Venerdì, 2 ottobre 2009 - 15:55:00

Ancora in aumento il deficit/Pil italiano. Il rapporto si e' infatti attestato al 3,3% nel secondo trimestre (contro l'1,3% dello stesso periodo del 2008) mentre nei primi sei mesi al 6,3% (contro il 3,5% dei primi sei mesi 2008). Lo comunica l'Istat. Nel gennaio-marzo di quest'anno, il deficit/pil era al 9,3%. I dati dell'Istat sono molto vicini a quelli che valgono ai fini di Maastricht ma non del tutto coincidenti in quanto non tengono conto delle operazioni di swap. L'andamento del deficit risente di un calo del 2,4% nelle entrate totali a fronte di un aumento dell'1,8% delle spese.Cresce anche il disavanzo del secondo trimestre a 3,3% rispetto a 1,3% dello stesso periodo del 2008. Tuttavia a livello congiunturale il disavanzo diminuisce: nei primi tre mesi del'’anno è stato pari a 9,3%.

Le entrate fiscali, nel secondo trimestre del 2009, sono diminuite in termini tendenziali del 2,4%, rispetto al -0,5% dello stesso periodo dell'anno precedente. Nel semestre, le entrate sono diminuite del 2,7% (+1,5% nel corrispondente semestre del 2008). Nonostante il calo delle entrate, la pressione tributaria, nel secondo trimestre, è pari al 45,8% rispetto al 45% dello stesso periodo del 2008.

Stipendi d'oro/ Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema di regolamento che pone un limite massimo alle retribuzioni per i rapporti di lavoro subordinato o autonomo (compresi i contratti d'opera di natura continuativa, di collaborazione coordinata e continuativa e di collaborazione a progetto) direttamente o indirettamente a carico della finanza pubblica. Tali retribuzioni non potranno superare il trattamento economico complessivo spettante per la carica di
Primo Presidente della Corte di cassazione.

La Camera ha approvato in via definitiva il decreto correttivo del dl anticrisi con le norme sullo scudo fiscale. I si' sono stati 270 e i no 250 (soli 9 voti in piu' della maggioranza richiesta che era di 261 voti). Le operazioni di voto sono state piuttosto tumultuose. I deputati dell'Idv, in particolare, hanno mostrato una vecchia prima pagina della Padania dell'8 luglio 1998.

Ma sono state le parole di Francesco Barbato a scatenare la bagarre. L'sponente dell'Italia dei Valori, illustrando un suo emendament, è infatti tornato poi ad attaccare la maggioranza arrivando ad accusare il premier di essere "mafioso".

Immediata la replica dai banchi del centrodestra. Prende la parola Italo Bocchino, vicepresidente vicario del gruppo Pdl che chiede alla Bindi di espellere il deputato dell'Idv ma, per tutta risposta Barbato, insieme ad altri parlamentari dell'Idv, compreso il leader, Antonio Di Pietro, hanno proseguito nella protesta mostrando delle agende rosse come quella di Paolo Borsellino sparita dopo la strage di via D'Amelio. La seduta e' stata sospesa per alcuni minuti.

Gianfranco Fini
Gianfranco Fini

Duro il commento sulla vicenda del presidente Gianfranco Fini: "Alcune espressioni dell'onorevole Barbato, a mio avviso oggettivamente gravi, saranno oggetto di valutazione da parte dell'ufficio di presidenza". Poi lo stesso Fini ha invitato tutti ad "avere un atteggiamento consono al luogo in cui ci troviamo, evitando atteggiamenti che offendono in primo luogo chi se ne rende responsabile".

Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha firmato il provvedimento nonostante le perplessità che non ha fatto mistero di nutrire. Secondo quanto rende noto un comunicato del Quirinale, Napolitano "ha esaminato attentamente, seguendone l'intero percorso parlamentare, la legge di conversione del decreto-legge 3 agosto 2009, n. 103, recante disposizioni correttive del
decreto-legge anticrisi n. 78 del 2009, approvata definitivamente dalla Camera dei Deputati dopo la posizione da parte del Governo della questione di fiducia sul testo trasmesso dal Senato. Si osserva innanzitutto che la complessiva disciplina dello scudo fiscale comprese le ulteriori modificazioni introdotte in materia nel testo del decreto-legge n. 103 del 2009 - disciplina che piu'
correttamente avrebbe dovuto trovare collocazione nel testo originario del decreto-legge anticrisi - comporta scelte di merito che rientrano nella esclusiva responsabilita' degli organi titolari dell'indirizzo politico di governo".

Si rileva nello stesso tempo che sono state confermate le correzioni che avevano accompagnato la promulgazione della legge di conversione del precedente decreto. Infatti, la legge prevede
la punibilita' di tutti i reati strumentali all'evasione fiscale per i quali sia stata gia' esercitata l'azione penale e stabilisce che le dichiarazioni di rimpatrio o di regolarizzazione sono utilizzabili a sfavore del contribuente nei procedimenti penali pendenti e futuri.

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