De Benedetti/ E l'Ingegnere piuttosto che confrontarsi coi giornalisti preferì Saint Moritz
E una presenza forte nell'editoria, con il gruppo Espresso e la sua catena di quotidiani locali che portò a casa con spregiudicatezza, appoggiandosi sulla forza economica e lobbistica della finanza ebraica, di cui è stato fiduciario, scalando in borsa la Mondadori e mettendoci uomini suoi, da Corrado Passera a Claudio Rinaldi, poi dividendo con l'acerrimo rivale Silvio Berlusconi.
Il quale vede uscir di scena un altro dei suoi nemici viscerali, uno dei tanti che hanno brigato per farlo fuori senza riuscirci. Mantiene - e non si capisce perché - il potere di nominare i direttori dei giornali. Un non senso, una pretesa bislacca, non proprio da manuale della governance. Ma in questa mossa di cattivo gusto c'è Carlo De Benedetti, il suo amore per il potere, l'ambizione, l'angoscia dell'oblio, il disprezzo per gli esseri umani e per la loro gratitudine, la sindrome dell'abbandono, la scarsa cura del galateo istituzionale e finanziario.
La parola ai figli e a Rodolfo in particolare, che negli ultimi tempi mal sopportava le stramberie imprenditoriali di suo padre. E ora il compito non banale di mettere mano a un gruppo editoriale in via di obsolescenza, troppo dipendente dai quotidiani cartacei e da una pubblicità calante. Bisogna procedere a una potente ristrutturazione. E l'ingegnere, piuttosto che scontrarsi con i giornalisti, ha preferito tirarsi indietro e trasferire la sua residenza a Saint Moritz.



Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.

















