Casi e casini di borsa/ Damiani e Bulgari ringraziano i numeri di Hermes e volano nonostante la giornata no di Piazza Affari

Martedì, 20 luglio 2010 - 20:09:00

brand Bulgari

Più passano i giorni più sui mercati si ha la sensazione che la stagione delle trimestrali, apertasi a Wall Street con numeri migliori delle attese e indici in deciso recupero, non costituirà una forza propulsiva sufficiente a portare le borse mondiali a livelli di sicurezza. La volatilità resta infatti protagonista anche oggi della giornata dei principali listini mondiali, nonostante che proprio i buoni numeri di alcuni protagonisti servano quanto meno da scusa per dare il via a una rotazione settoriale che rende sempre più difficile per un investitore distratto e poco avvezzo ai listini ottenere qualche soddisfazione da eventuali investimenti  borsistici.

I mercati paiono insomma saldamente nelle mani degli investitori professionisti che rapidamente spostano le proprie puntate su questo o quel titolo a seconda dell’andamento dei conti e delle variabili macroeconomiche. La riprova viene oggi dall’andamento dei titoli del comparto del lusso, in netta controtendenza, positiva, rispetto al nuovo calo degli indici di borsa, calo provocato da rinnovate tensioni sul settore finanziario in attesa degli esisti ufficiali dello stress test europeo (oggi le voci indicano Hypo Real Estate Holding quale il solo soggetto tedesco che non avrebbe passato il test).
 
Merito dell’annuncio dato dalla francese Hemers, le cui vendite hanno registrato una crescita del 22,8% a 1,0747 miliardi nel primo semestre del 2010, al di sopra delle stime della società che ora per l’intero 2010 prevede un aumento delle vendite tra il 10% e il 12% a cambi costanti (contro il +5% previsto ancora a maggio). L’accelerazione delle vendite appare più marcata nel secondo trimestre dell’anno, con ricavi per 567 milioni di euro, in crescita del 19,8% a tassi di cambio costanti.

A livello di prodotto a trainare la crescita sono ancora una volta gli accessori in pelle, le cui vendite crescono nel trimestre del 23,2% a tassi di cambio costanti, mentre su base geografica l’Asia si conferma il mercato in grado di marcare le performance più convincenti, con un aumento del 45% medio escludendo il Giappone (che ha accusato un lieve calo), ma segnali confortanti giungono anche dall’America (+26%) e dall’Europa (+17%). Per il secondo semestre la crescita dovrebbe rallentare rispetto alla prima metà dell’anno ma non di molto, tanto più che il gruppo ha in programma 180 milioni di euro di investimenti nell’arco del 2010 per l’apertura o il rinnovo dei propri negozi.

Trascinati dai numeri di Hermes salgono così tutti i principali competitor europei del comparto, con Lvmh stabile a metà giornata a Parigi (contro un calo dell’1,15% dell’indice Cac40) e Bulgari che a Milano resta solitario in vetta all’Ftse Mib con un guadagno dell’1,8% ad oltre 6 euro per azione e la più piccola Damiani che addirittura balza del 4,2% a 90 centesimi di euro per azione, nonostante il calo di circa l’1,5% accusato contemporaneamente dai principali indici di Piazza Affari.

Luca Spoldi

 

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