La cupola riprende a colpire

Martedì, 23 settembre 2008 - 08:52:00

Di Pasquale Della Torca

Il petrolio risale, le commodities risalgono. Sembrano normali alti e bassi di mercato, ma  l’oro nero si avvia a segnare il maggior rialzo intraday di sempre con un +22%, e il barile risale a $128.

La dinamica è in corso da qualche giorno. Il segnale lo ha dato il crollo di Lehman Borthers e il successivo divieto di vendere allo scoperto i finanziari. Le autorità americane hanno fermato il giocattolo e la cupola degli speculatori ha iniziato a caricare nuovamente i futures sul petrolio e le commodities che avevano abbandonato qualche settimana prima.

Il meccanismo è collaudato: bisogna attrarre nella trappola nuove vittime facendo crescere gli indici, gonfiare i grafici riportandoli sempre più  su dai livelli di accumulazione prima di mollare la presa e lasciare gli ultimi cretini comprare ai massimi. Ad un certo punto si scateneranno gli ordini di vendita e quelli del gregge saranno pelati per bene. E’ questo, né più né meno, il meccanismo che adotta la cupola.

E’ lì che bisogna intervenire. In quel meccanismo perverso che è il mercato dei futures, in quel mercato dove l’effetto leva è il dio incontrastato e perverso.

Già abbiamo sofferto per mesi attraverso uno stillicidio continuo dei rialzi del prezzo del petrolio, delle farine, del grano e di altre commodities. Ne abbiamo sofferto fino a quando, d’incanto, qualcosa sembrava cambiare. Cioè fino a quando gli avvoltoi della finanza si sono spostati su altri mercati a seminare short su short.

Io la chiamo cupola perché con tale sistema si organizza e agisce. E’ lì che bisogna colpire se si vuole stabilizzare il sistema finanziario. Bisogna stroncare la perversione dell’effetto leva con una ipertassazione, una sorta di Robin Tax. Bisogna obbligare a consegnare il sottostante alla scadenza di un future su una materia prima. Bisogna vietare le vendite allo scoperto per qualsiasi titolo altrimenti i mercati finanziari non si stabilizzeranno mai.

Insomma, la fine della crisi sarà sempre più lontana se non si affronterà con coraggio e decisione tutta l’operatività sui mercati finanziari che non hanno saputo meritare  la libertà che finora hanno goduto.

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