Crisi/ L'Ue prepara la stretta su derivati e vendite allo scoperto
| MERKEL: SPINGEREMO PER TASSA SU MERCATI FINANZIARI - La Germania non ha ancora finito di trarre lezione dalla crisi finanziaria e spingera' per imporre una tassazione dei mercati finanziari. Lo ha assicurato il cancelliere tedesco, Angela Merkel, parlando al Bundestag. "Lavoreremo ancora per una tassazione dei mercati finanziari - ha detto Merkel - tenteremo di convincere quanti piu' paesi possibile". |
La nuova regola entrera' in vigore dal 2012, la Germania ha gia' introdotto questo divieto all'inizio del 2010. Le vendite allo scoperto senza possedere il titolo sono state tra i fattori scatenanti della crisi del debito sovrano della Grecia. ''L'obiettivo e' chiaramente quello di ridurre e vietare le vendite nude allo scoperto, contribuendo ad aumentare la trasparenza. Dobbiamo eliminare il rischio di una intensa iperspeculazione'', ha detto Michel Barnier, Commissario Europeo al Mercato Interno.
Per quanto rigurda le vendite allo scoperto di azioni, gli operatori dovranno classificarle come ''scoperto'', in modo che possano essere monitorate dai regolatori. Alle autorita' di vigilanza dovranno essere comunicate tutte le posizioni ''allo scoperto'' che rappresentano almeno lo 0,2% del totale del capitale azionario, mentre le posizioni superiori allo 0,5% dovranno essere comunicate anche al mercato. L'immediata identificabilita' delle posizioni ''allo scoperto'' dovrebbe consentire alle authority di monitorare eventuale situazioni destabilizzanti.
Alle autorita' nazionali e' invece attribuito il potere ''in casi eccezionali'' di vietare o restringere queste operazioni. ''In tempi normali, le vendite allo scoperto migliorano la liquidita' dei mercati e la formazione dei prezzi, ma in tempi di stress amplificano la caduta dei prezzi e introducono rischi sistemici'' ha spiegato Barnier.
Passi avanti della Commissione Ue anche sul tema dei prodotti derivati scambiati sui mercati non regolamentati (Otc). Arriva la comunicazione obbligatoria da parte degli investitori alle authority di mercato. Tutte le transazioni saranno registrate in un database centralizzato, a cui avranno accesso le autorita' di vigilanza. Tutti i derivati Otc dovranno essere negoziate attraverso intermediari conusciuti come ''controparti centrali'' (Ccp), un modo per annullare il rischio di controparte. Se una delle parti non paga o non consegna il titolo, la ''controparte centrale (Ccp)'' si sostituisce assicurando il buon fine dell'operazione ed evitando che il collasso di un operatore si trasferisca all'intero mercato moltiplicando il rischio di controparte.
L'ammissibilita' dei derivati al sistema Ccp sara' basato sul rispetto di requisiti minimi, quali un alto livello di liquidita' e un buon grado di standardizzazione. Se un prodotto derivato non dovesse soddisfare queste caratteristiche non potra' essere negoziato con il sistema Ccp, ma sara' gestito con le tecniche di gestione del rischio che richieranno anche un maggiore assorbimento di capitale. Le stesse ''controparti centrali (Ccp)'' saranno soggette a rispettare rigidi criteri di comportamento.
Le proposte presentate oggi dalla Commissione Ue dovranno essere approvate dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dei ministri europeo.



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