Istituzioni europee/ UE, la crisi deve portare
in dote un Tesoro unico

Venerdì, 12 giugno 2009 - 12:02:00

Non ci sono perciò né Giudei né Gentili, ovvero alla fine nessuno è stato conservatore né socialdemocratico, ma si è dovuto agire per necessità con gli strumenti che al momento avevano più senso data la situazione fuori controllo. De facto, anche se non programmata, c’è stata una coordinazione delle politiche di intervento, e tutti i governi hanno optato per lo stesso tipo di strumento a parità di causa. In un’economia globale, a problemi di crisi simili, corrispondono misure di intervento necessariamente simili. L'Europa si trova così di fronte a un bivio: o arriva a una più stretta integrazione politica in grado di sostenere l'integrazione economica oppure vedrà disintegrarsi i mercati europei, e la conseguenza sarà la caduta degli standard di vita e il sorgere di tensioni politiche internazionali.

E non sarebbe la prima volta che una crisi costringe l'Europa a fare passi in avanti sulla strada della maggiore cooperazione politica. Per restare in tempi recenti, la stessa crisi finanziaria che ha portato alla dissoluzione del Sistema Monetario Europeo e alla morte dell’Ecu nel 1992, ha in realtà accelerato i tempi e forzato i paesi a dotarsi della moneta unica, l’Euro, solo sei anni dopo. Eppure ogni volta che si parla di riformare la Banca Centrale Europea per renderla più reattiva alle variazioni dell’economia reale, la si paragona alla sua controparte americana, la Fed (Federal Reserve System), nonostante la loro diversità di ruoli.

Si sottolinea che lo scopo della Fed è il controllo del livello dei prezzi ed il mantenimento dello stato di piena occupazione, mentre lo scopo della BCE è semplicemente mantenere l’inflazione bassa. Si sorvola però sul fatto che per perseguire i suoi fini statutari sull’economia reale la Fed agisce in coordinazione con un partner del governo che detta le norme e gli obiettivi principali di politica economica e finanziaria: ovvero il Tesoro americano. E la Fed non sarebbe la Banca Centrale che è se non lavorasse in tale coordinazione con il Tesoro americano. Sembra normale in tale contesto che Jean-Claude Trichet si presenti davanti al Parlamento Europeo, ma si rigetta l’idea che i Ministri delle Finanze dell’Eurozona facciano la stessa cosa.

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