Crisi/ Bernanke: uscita a breve dalla recessione
L'economia globale appare sulla via della ripresa dopo aver evitato il peggio, ma il rimbalzo sara' probabilmente lento e rimangono molti rischi. La diagnosi e' del presidente della Federal reserve, Ben Bernanke, secondo cui, "dopo essersi contratta fortemente nell'ultimo anno, l'attivita' economica sembra essersi stabilizzata, sia negli Stati Uniti che all'estero, e le prospettive per un ritorno alla crescita nel breve termine appaiono buone". Intervenendo al summit dei banchieri centrali in corso a Jackson Hole, nel Wyoming, Bernanke ha anche sottolineato che "sebbene sia stato evitato il peggio abbiamo ancora di fronte difficili sfide". 
In particolare, il numero uno della Fed ha osservato che "la ripresa sara' probabilmente lenta all'inizio e la disoccupazione scendera' solo gradualmente dagli alti livelli attuali".
| PETROLIO A 74 DOLLARI, MASSIMO DA OTTOBRE 2008 - Continua la corsa del barile. Il petrolio è salito a 74 dollari negli scambi after hours sul mercato di New York, rivedendo i massimi intraday dal 21 ottobre scorso. Le quotazioni sono salite del 2,1% a 74,05 dollari al barile. A Londra, il prezzo del Brent ha raggiunto i74,28 dollari al barile. |
Al momento, comunque il peggio sembra alle spalle. "E per la severita' di questa crisi", ha concluso Bernanke, "le cose sarebbero potute andare decisamente peggio".
Le affermazioni di Bernanke fanno bene ai listini di Borsa, a cominciare da quelli di Wall Street. A diffondere ottimismo tra gli operatori anche i dati sulle vendite di case negli Stati Uniti. In luglio le vendite sono cresciute al livello più alto in quasi due anni e al passo più sostenuto in oltre dieci anni, grazie al calo dei prezzi e agli incentivi fiscali che continuano a incoraggiare gli acquirenti. Inoltre, chi può acquista a costi stracciati le case confiscate per mancati rimborsi dei mutui e rimesse in seguito sul mercato: circa il 31 per cento delle case comprate era pignorata.
E così Piazza Affari archivia la seduta in netto rialzo, con l'indice Ftse Mib che sale del 2,35% a 21.896 punti e l'All Share a +2,25% a 22.378. La crescita degli scambi, pari oggi a 2,8 miliardi di controvalore, e' dovuta per lo piu' alle scadenze tecniche. Sul listino, brillano ancora i titoli del cemento e gli assicurativi, gia' ieri in netto rialzo. In evidenza anche il comparto energetico, con il petrolio balzato ai massimi da ottobre; recuperano nella seconda parte della giornata anche i bancari, bene Telecom Italia. In rialzo piu' contenuto Fiat, mentre salgono gli editoriali; fuori dal listino principale, bene M&C e balzo di Risanamento.
Stesso discorso per le altre piazze europee. A Londra l'indice Ftse 100 sale dell'1,98% a 4850,89 punti, ancora meglio Parigi dove il Cac 40 guadagna il 3,15% a 3615,81 punti e il Dax di Francoforte a +2,86% a 5462,74 punti.
Tornando a Milano, continuano a salire gli assicurativi, guidati da Generali (+3,79%), con Fon-sai (+3,35%) e Alleanza (+3,21%); tra i cementi, Buzzi balza a +5,64%, Italcementi tocca il nuovo massimo dell'anno e segna +2,58%, vola anche Cementir (13,93%). Bene anche gli energetici, con Eni +2,04%, Enel +3,17%, Saipem +2,28%. Meno convinto il rialzo dei bancari: se Unicredit guadagna il 2,94% e Intesa Sanpaolo +1,84%, Banco Popolare cede lo 0,49%, unico segno negativo tra i titoli principali. Nel comparto industriale, Fiat segna +0,98%, con Pirelli +1,72% e Prysmian +3,63%; bene Telecom Italia (+3,2%). Autogrill, dopo essere salita oltre gli 8 euro per azione e avere segnato il nuovo massimo, si attesta a +1,8%. Rialzi anche per Impregilo (+2,82%), il lusso e gli editoriali (Mondadori +2,21%, Rcs +4,11%). Tra i titoli minori,
Risanamento balza del 24,06% in attesa del piano e del cda della prossima settimana; M&C, dopo le ultime precisazioni degli azionisti, guadagna il 2,78%.



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