Crisi/ Berlusconi: 20 milioni di posti di lavoro in meno nel 2010

Martedì, 31 marzo 2009 - 16:46:00

DEFICIT. "Non sono spaventato e l'ho detto anche al ministro dell'Economia se dovessimo sfondare il tetto del deficit e del debito per affrontare spese importanti" per fronteggiare la crisi, "lo faremo". ha assicurato il premier. "Abbiamo già stanziato 12 miliardi di euro e nell'ultimo Cipe ne abbiamo stanziati altri 8. In tutto sono 36 miliardi, che però possono arrivare a 40 perchè gli italiani hanno di fronte uno Stato che li sosterrà", ha aggiunto.

SOCIAL PACT. Il presidente del Consiglio si è poi detto pronto a proporre un "social pact" ai governi che parteciperanno al G20 e a quelli che poi a La Maddalena parteciperanno al G8. Un "patto globale che possa sostituire al pessimismo l'ottimismo, alla sfiducia, la fiducia e trasformare la paura in speranza".

INCENTIVI ALLE IMPRESE. Il Governo sta pensando ad incentivi anche per chi vuole diventare imprenditore, ha annunciato Berlusconi. "Ci sara' anche un aiuto importante per chi vuole diventare imprenditore - ha affermato Berlusconi - un'esclusione dalla tassazione per i primi tre anni. Un incoraggiamento che non e' stato ancora tradotto in aiuti precisi". Ma il Governo sta pensando ad incentivi "per chi venisse colpito dalla perdita del lavoro - ha concluso il premier - per dedicarsi ad un'altra forma come l'impresa personale".

COESIONE SOCIALE. "I governi debbono far sì che sia mantenuta la coesione sociale. È questo il fattore più importante" ha aggiunto Berlusconi. Il premier ha ricordato quanto detto durante il congresso del Pdl e ha ribadito: "Non lasceremo nessuno indietro e porteremo il Paese fuori dalla crisi". Berlusconi ha poi sottolineato come lo Stato «non può disinteressarsi del bene dei lavoratori".

DA UE E OCSE BASTA PREDICHE. "Prima non sono stati capaci di prevedere la crisi e poi fanno previsioni negative... Ma state zitti...". Cosi' il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, risponde ad una domanda sulle previsioni dell'Ocse secondo cui il Pil italiano sara' in frenata del 4,3%, nel 2009. "La stessa cosa avviene per i Commissari europei, che continuano, invece di lavorare, a fare prediche ai governi. Io - ha aggiunto - faro' una proposta: a prendere la parola pubblicamente potra' essere soltanto il presidente della Commissione o il suo portavoce, non i Commissari".

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