Crisi/ Allarme Ocse: "Per l'Italia il peggio deve arrivare"
Una doccia gelata arriva dall'Ocse: per l'organizzazione parigina, in Italia sul fronte lavoro "il peggio deve ancora arrivare". L'Ocse calcola che il tasso di disoccupazione nel nostro paese ha raggiunto il 7,4% nel marzo 2009, con un aumento dello 0,8% rispetto allo stesso periodo di un anno prima. L'Ocse calcola inoltre che in Italia il totale della popolazione lavorativa, che era gia' la piu' bassa tra i paesi Ocse, dopo Turchia e Ungheria e' scesa ulteriormente dello 0,9% nel marzo 2009 al 57,4%.
Inoltre i lavoratori con contratti a termine sono saliti dall'8,5% al 14% del totale della forza lavoro. Piu' in generale, si legge nell'outlook, "la disoccupazione continuera' a crescere nel 2010" e il tasso di disoccupazione arrivera' al 10% nell'area Ocse alla fine del 2010, il massimo dal dopoguerra.
Secondo l'Ocse, il rallentamento legato alla crisi economica costera' ai paesi industrializzati 25 milioni di posti di lavoro entro la fine del prossimo anno, portando il totale dei disoccupati a 57 milioni di unita'.
"Il rischio piu' forte - si legge nel rapporto - e' che una gran parte di questi disoccupati diventino strutturali". Nel rapporto si legge anche che "crescono i segnali che il peggio sia ormai passato e che la ripresa possa essere vicina", anche se "per l'occupazione a breve termine le previsioni restano nere".
Tra i paesi piu' colpiti dalla crisi troviamo la Spagna, che registra tra il l'inizio del 2007 e la meta' del 2009 un tasso di disoccupazione del 9,7%, seguita dagli Usa, che sono al 7,8% e dall'Irlanda che e' al 4,5%.



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