Crisi/ Monti negli Usa: "Obama può aiutarci"

Mercoledì, 8 febbraio 2012 - 09:45:00

L'Italia oggi e' piu' forte e meno esposta a un eventuale default greco di quanto lo sarebbe stata alcuni mesi fa. Alla vigilia del suo viaggio negli Usa, il premier Mario Monti ha cosi' parlato alla stampa americana, tracciando un quadro della situazione economica italiana e europea. Focus quindi sul rischio di default greco che, "se fosse avvenuto pochi mesi fa", avrebbe avuto "conseguenze estremamente serie per l'Italia", ha spiegato il premier in un'intervista all'emittente tv pubblica Pbs. "Spero che la Grecia non fallisca ma, nel caso succedesse, confido fortemente nel fatto che l'Italia sia vista dai mercati, dalle istituzioni Ue e dalla comunita' globale come un Paese che, in pochi mesi, ha assunto serie misure strutturali sia per il consolidamento di bilancio che riforme strutturali per la crescita". "Per questo ritengo - ha aggiunto - che saremmo molto meno esposti al rischio di un default della Grecia di quanto lo fossimo pochi mesi fa".

L'Italia infatti, secondo il premier, "e vista dai mercati, dalle istituzioni europee e dalla comunita' internazionale come un paese che e' stato capace in pochi mesi di adottare misure concrete sia per il consolidamento del bilancio che per la crescita". E per gli italiani questi sacrifici ha spiegato Monti "sono necessari" e non sono "un' imposizione di Bruxelles, della Germania o della Bce". Sono altresi' "un passo necessario nel loro interesse e in quello delle future generazioni".

Monti, che domani vedra' per la prima volta dall'inizio del suo mandato il presidente Usa, ha anche spiegato che Obama potra' aiutare l'Italia e l'Europa "attraverso una sana gestione dell'economia Usa, difficile da gestire, come noi possiamo aiutare lui nell'evitare l'esplodere di tensioni dell'eurozona". "Penso - ha aggiunto il premier - che da entrambe le parti dell'Atlantico lavoreremo bene nella direzione desiderata". Tornando alla crisi europea Monti ha spiegato che questa "ha riportato alla luce vecchi fantasmi sui pregiudizi tra il nord e il sud dell'Europa e molto risentimento reciproco".

Incomprensioni che vanno prese seriamente in considerazione "per evitare che la moneta unica pensata come punto di arrivo di una costruzione europea ne diventi un fattore di disgregazione". Monti sara' accolto domani da Obama per un colloquio alla Casa Bianca. La visita del premier, accompagnato dal ministro degli Esteri, Giulio Terzi, durera' 48 ore e, dopo Washington, si prevede una tappa venerdi' a New York per incontri all'Onu e con la comunita' finanziaria. A Washington Monti avra' anche un colloquio al Congresso con lo speaker della Camera dei rappresentanti John Boehner e un intervento davanti al Peterson Institute, think thank di economia internazionale.

L'Ialia e' vicina a una conclusione sulla riforma del mercato del lavoro che potrebbe vedere la luce "non piu' tardi della fine del mese di marzo", ha inoltre affermato il premier in un'intervista al Wall Street Journal prima della sua partenza. Monti ha spiegato al giornale che la direzione della riforma "e' quella di ridurre la segmentazione del mercato del lavoro italiano tra coloro che vengono protetti, a volte anche iper-protetti, e coloro, in particolare i giovani, che veramente non riescono a entrare nel mercato del lavoro". "Aumenteremo - ha spiegato Monti - la flessibilita' del mercato del lavoro muovendoci a volte verso modelli che esistono in Nord Europa con successo". Tra questi, ha citato Monti, il modello danese "tra i piu' celebrati in termini di 'flexsecurity'" ha detto il premier.

"Vogliamo - ha aggiunto - permettere un maggiore occupazione e rimuovere le barriere all'entrata nel mercato del lavoro". Nella sua intervista ai reporter Alessandra Galloni, Christopher Emsden e Stacy Meichtry, rilasciata al Wall Street Journal a Roma prima di partire per Washington, Monti ha anche affrontato il tema della governance europea. "Sul fronte macroeconomico - ha detto il premier - credo che vedremo una maggiore centralizzazione ad esempio sul fronte della disciplina di bilanci". Argomento, ha spiegato Monti, che ha provocato numerosi "contraccolpi" all'interno dei Paesi Ue, soprattutto su aspetti chiave che hanno un impatto sulla pressione fiscale, sulla spesa governativa e sulle riforme strutturali". Secondo Monti comunque c'e' una soluzione a questo deficit democratico.

"Credo - ha detto il premier - che una riconciliazione tra una governance centralizzata e un controllo democratico della democrazia potra' essere risolto attraverso un ruolo del Parlamento europeo piu' forte. Per i britannici e' molto difficile da digerire - ha aggiunto - ma penso che in realta' sia quello sta accadendo nei fatti". Per quanto riguarda in particolare il 'fiscal compact', il premier ha ricordato la proposta dell'Italia fatta al Consiglio europeo di accelerare la procedura di infrazione della Commissione europea, "in modo si possano piu' velocemente risolvere le violazioni del mercato unico".



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