La Merkel a Davos: "Non solo austerità, serve l'aiuto dell'Ue per far crescere l'Europa"

Mercoledì, 25 gennaio 2012 - 18:21:00

ROUBINI, MONTI "GRANDE LEADER", MA NON SOLO AUSTERITA'

"Ho molto rispetto per il premier italiano Mario Monti, penso che sia un grande leader e che sia una persona che puo' aiutare l'italia". E' il commento di Nouriel Roubini, professore della New York University, famoso per i suoi commenti al vetriolo sul Belpaese e per le sue previsioni catastrofiche sulla crisi. "Il problema - ha detto Roubini parlando a margine dei lavori del World Economic Forum di Davos - e' che adesso c'e' una recessione nella zona euro e in Italia. Sfortunatamente, l'austerita' fiscale - cioe' aumentare le tasse e tagliare la spesa - rendera' la recessione peggiore". "Questo non vuol dire - ha spiegato Roubini - che non si debbano fare le riforme e mettere in atto una politica di austerita', ma vuol dire che serve una politica di crescita economica, altrimenti la situazione diventera' insostenibile". Quale la ricetta per l'economista: "Tassi molto piu' bassi da parte della Bce - ha elencato Roubini - quantitative easing, che Bce, l'Esm e il Fmi diano sostegno come prestatore di ultima istanza, infine un euro piu' debole per riportare la crescita nei paesi periferici". "Purtroppo - ha concluso l'economista - l'Europa parla solo di austerita' e non di crescita economica e se non c'e' la crescita aumenta il rapporto del debito rispetto al Pil che andra' alle stelle in un paio di anni e ci saranno problemi di insolvenza". Quindi, ha ribadito Roubini, "l'Europa deve avere una strategia per tornare a crescere".

L'Europa ha bisogno "non solo di misure di austerità", ma "essenziali sono anche riforme strutturali che portino alla creazione di più posti di lavoro". Lo ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel nel discorso di apertura del meeting del Forum economico mondiale a Davos.

"Noi siamo pronti a essere più europei - ha continuato -, non solo sulla disciplina di bilancio, ma anche per una crescita sostenibile per l'Ue e per il mondo. Noi apparteniamo gli uni agli altri, è questo che il mondo al di fuori si aspetta dall'Europa."

Secondo la Cancelliera tedesca, bisogna "far funzionare l'euro" e per questo è necessario "dare più competenze all'Europa". Il messaggio del 'fiscal compact' è "che tutti dobbiamo introdurre un limite al debito" e introdurre principi sui conti pubblici. Non ci devono essere più a lungo scuse altrimenti l'Eurozona perde di credibilità. Bisogna progredire nella direzione della competitività e nella creazione di posti di lavoro.

Quanto alla Germania,  ha già dimostrato la sua determinazione nel giocare un ruolo chiave nel combattere la crisi dell'Eurozona, ma non può promettere cose che non può mantenere. "Non è che non vogliamo essere solidali, abbiamo solo detto dall'inizio che non vogliamo essere obbligati a promettere qualcosa che non possiamo mantenere. Se il mercato non ci crede, allora avremo un fianco scoperto", ha sottolineato Merkel. E il raddoppio del fondo Salva Stati non è detto che sia la soluzione migliore. "Il fatto che la Germania sia l'economia più forte dell'Europa non deve voler dire - ha aggiunto - che può fare quello che le pare o che non vuole esporsi". "Se il mercato davvero ci attacca non saremo in grado di sopravvivere", ha aggiunto la cancelliera, sottolineando che "quello che abbiamo mostrato è che siamo in grado di mostrare solidarietà. Sulla solidarietà e sugli impegni da prendere abbiamo dimostrato in molte occasioni che siamo seri."

"Sono convinta che possiamo tenere insieme questa Europa comune", ha detto la Merkel, sottolineando che "l'Europa è un grande e magnifico progetto. Siamo fortunati ad essere uniti e a condividere stesso futuro - ha aggiunto - Non saremo felici se non riusciremo a condividere questo impegno. La cancelliera si è detta delusa per la bocciatura al progetto di introdurre a livello internazionale una tassa sulle transazioni finanziarie, la cosiddetta Tobin Tax. "Sarebbe stato un segnale politico forte" ha detto parlando da Davos. Merkel ha poi puntato il dito contro gli scarsi sforzi per risolvere i porblemi emersi con la crisi del 2008. Quanto fatto "non è stato sufficiente" ha detto.



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