Crisi/ Fmi: "Italia in recessione". Draghi: euro più forte in 2012
Permangono "considerevoli rischi al ribasso per le prospettive economiche nell'area dell'euro, in un contesto di elevata incertezza" ma nel corso del 2012 ci si puo' attendere "che l'attivita' economica registri una ripresa, seppure molto graduale". E' quanto si legge nel bollettino mensile della Bce, secondo cui la ripresa sarebbe "favorita dall'andamento della domanda mondiale, dai tassi di interesse a breve termine assai contenuti e da tutte le misure intraprese per sostenere il funzionamento del settore finanziario".
I rischi al ribasso sono invece connessi "all'intensificatsi delle tensioni nei mercati del debito dell'area dell'euro nonche' alla loro potenziale propagazione all'economia reale dell'area; inoltre riguardano l'economia mondiale, le spinte protezionistiche e una possibile correzione disordinata degli squilibri internazionali".
Sintetizza le posizioni dell'Eurotower il presidente della Bce, Mario Draghi, secondo cui l'economia dell'Eurozona mostra "segnali di stabilizzazione a basso livello di attivita'", ma la situazione potrebbe peggiorare: "E' in atto un indebolimento del ciclo economico in Europa - ha spiegato Draghi parlando ad Abu Dhabi - con significativi rischi al ribasso".
E' infine sotto osservazione la trattativa in Grecia con i creditori privati. Il negoziato oggi e' ripreso dopo i colloqui di due ore e mezzo tenuti ieri. La ripresa della discussione aveva fatto ben sperare, ma l'impasse sugli interessi che Atene dovra' pagare dopo lo swap del debito continua a bloccare ogni possibilita' di accordo. Atene, Ue e Fmi offrono ai creditori privati un interesse del 3,5%, che viene considerato troppo basso dalle banche.
Intanto, il Fmi individua nelle tensioni sul debito nell' eurozona la zavorra per le economie planetarie. "La ripresa globale è minacciata dalle crescenti tensioni nell'area dell'euro", considerata come la "principale ragione" del deterioramento delle prospettive economiche. E ad essa si affiancano e si intrecciano "le fragilità finanziarie altrove". La crescita mondiale sarà di appena il 3,3% quest'anno e del 4% il prossimo, con una revisione al ribasso, rispettivamente, di 0,7 e 0,5 punti percentuali. Per tutta l'area della moneta unica, invece, è atteso un calo del Pil pari allo 0,5% nel 2012, con una revisione al ribasso di 1,6 punti percentuali. La crescita tornerà invece nel 2013, ma sarà di appena lo 0,8%. La frenata non risparmierà neppure il gruppo degli emergenti.


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