Recessione/ Fiorella Kostoris Padoa Schioppa: "La crisi? E' colpa anche dei media. Il loro allarmismo genera sfiducia"
![]() Fiorella Kostoris Padoa Schioppa |
La crisi in corso appare ogni giorno di più una crisi da domanda
, una domanda sulla quale non poco pesano le incerte prospettive dei prossimi trimestri. Prospettive che spesso vengono dipinte a tinte fosche dai media di tutto il mondo, portati per natura a richiamare l’attenzione del proprio pubblico con titoli e toni spesso sensazionalistici. Un gioco pericoloso, specie quanto le stesse autorità mondiali sembrano rincorrere i dati, mutando progressivamente in peggio i propri scenari. Così quella che un anno fa sembrava una semplice “turbolenza” ora appare una crisi epocale, mentre in molti temono che finchè non ci sarà chiarezza sull’effettivo ammontare di asset “tossici” che ancora risiedono nelle pieghe dei bilanci delle banche a poco serviranno gli imponenti piani varati dai governi di tutto il mondo a sostegno dell’economia reale così come la progressiva riduzione dei tassi pilotata dalle banche centrali nel tentativo di rimettere in moto il mercato del credito. Forum/ Secondo te i media contribuiscono ad aggravare la crisi con messaggi allarmistici? Crisi/ Bombassei (Confindustria): si allarga a macchia d'olio. Preoccupa il calo di fiducia
Le banche, insomma, devono fare chiarezza su natura e dimensione degli asset tossici presenti nei loro bilanci per rendere più trasparente il mercato finanziario e ripristinare la fiducia: in Italia lo chiede il governatore della Banca d’Italia, Mario Draghi, mentre si dichiarano pronti a farlo i principali banchieri come Roberto Mazzotta (Bpm), per il quale gli istituti debbono usare “sistemi contabili rigorosi e fare bilanci chiari”, facendo emergere subito eventuali elementi negativi, “perché questo fa riprendere la fiducia e rimette in moto il funzionamento dei mercati finanziari”. Ma basterà? Affaritaliani lo ha chiesto all’economista Fiorella Kostoris Padoa Schioppa, ordinario di Economia Politica al’Università “La Sapienza” di Roma.
L'INTERVISTA
La crisi, presa inizialmente un poco sottogamba da autorità e media, sembra ogni giorno peggiore. Siamo davvero di fronte ad un’accelerazione o i media tendono ad esagerare, finendo col contribuire all’avveramento delle stesse previsioni per il clima di sfiducia che finiscono col generare?
"La crisi è ormai una crisi di economia reale, per quanto nata da cause finanziarie. Essa si è andata nutrendo a un tempo di dati che dal terzo trimestre del 2008 hanno iniziato a peggiorare drasticamente e di aspettative che sono parallelamente crollate. In questo circolo vizioso i media non hanno fatto altro che rilanciare previsioni che le stesse autorità economiche progressivamente andavano tagliando, data la progressiva erosione di tutti gli indicatori, non solo negli Stati Uniti ma in tutti i principali paesi industrializzati (valga l’esempio del Pil del Giappone, che proprio ieri è apparso in calo del 3,3% su base trimestrale negli ultimi tre mesi dello scorso anno, il dato peggiore dal 1974, ovvero del 12,7% su base annualizzata). Contribuendo a generare ulteriore sfiducia".
Qual è il problema di più difficile soluzione in questa crisi, per cui sembra sempre che il peggio anziché alle spalle sia ancora di fronte a noi?
"Il problema principale di questa recessione, che colpisce ad un tempo i mercati finanziari e l’economia reale, resta l’incerta determinazione del valore degli asset “tossici” tuttora nascosti nei bilanci dei principali intermediari finanziari mondiali. Non riuscendo a stimarne il valore il mercato resta depresso e a poco servono tassi ai minimi storici: le banche, infatti, non si fidano e piuttosto che prestarsi denaro a vicenda preferiscono tenere i capitali immobilizzati presso le rispettive banche centrali, rinunciando a svolgere la propria funzione creditizia e contribuendo a peggiorare ulteriormente lo scenario macroeconomico".



Commenti
Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.



















