Crisi finanziaria/ Il private equity italiano ha liquidità da investire, Vertis lancia fondo per le Pmi del Sud
Di Luca Spoldi
Come sta il private equity italiano in un momento di crisi come l’attuale e quali prospettive concrete può offrire ai suoi sottoscrittori da un lato e alle aziende dall’altro? Approfittando della presentazione del nuovo fondo Vertis Capital, Affaritaliani lo ha chiesto a Claudio Porzio, ordinario di Economia degli intermediari finanziari presso l’Università Parthenope di Napoli oltre che docente e ricercatore per la Sda Bocconi, e ad Amedeo Giurazza, già agente di cambio e poi amministratore in società che spaziano dalla nautica da diporto ai servizi finanziari, docente di Economia degli intermediari finanziari all’Università del Sannio di Benevento.
“Anzitutto bisogna ricordare come il sistema italiano del private equity disponga, secondo i dati più recenti, di una liquidità raccolta, dunque pronta ad essere investita, di 4-6 miliardi di euro” spiega Porzio, aggiungendo che “certo, non sono tutte rose e fiori, ma in tempi di incertezza dei mercati finanziari poter disporre di una consistente liquidità offre garanzie per poter operare con maggiore tranquillità”.
Quello che potrebbe cambiare, in conseguenza della crisi in corso, sono naturalmente i parametri in base ai quali verranno analizzate le opportunità d’investimento da parte di operatori come Vertis Sgr, società che ha appena effettuato il primo closing di Vertis Capital (fondo dedicato agli investimenti in quote di minoranze in imprese con ricavi tra i 5 e i 25 milioni di euro annui localizzate nel Mezzogiorno e Lazio) avendo già raccolto 40 dei previsti 75 milioni di euro.
“In un momento in cui i multipli di mercato calano, un imprenditore privato deve infatti spiegarmi perché io, come fondo, dovrei accettare di pagare valutazioni più elevate” sottolinea Giurazza, che commenta: “qualche problema nei prossimi mesi potrebbe averlo un fondo che si trovasse nella necessità di disinvestire, ma chi si appresta ora a valutare nuovi investimenti può semmai sperare che a medio termine, di qui a 3-5 anni, il ciclo economico sia ripartito garantendo buoni ritorni sul capitale investito”.



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