Crisi/ La Bce taglia i tassi e va in soccorso delle banche. Ma sui titoli di Stato...
Mario DraghiLa Bce taglia di nuovo i tassi di interesse, vara altre operazioni straordinarie per andare in soccorso alle banche dell'area euro e promuove la manovra di correzione varata dal governo italiano. L'Eurotower guidato da Mario Draghi lancia una nuova offensiva per superare la crisi finanziaria nell'Eurozona. I tassi di interesse sono abbassati dello 0,25% ma soprattutto Francoforte lancia una nuova serie di operazioni non standard per favorire la circolazione della liquidita'.
La Bce ha deciso di lanciare due operazioni di rifinanziamento a tre anni (finora il termine massimo era biennale) e la prima avverra' il 21 dicembre. Inoltre allenta le maglia sui collaterali. La Bce prendera' come garanzie sui prestiti anche strumenti finanziari con rating A. Per favorire la diffusione delle decisioni di politica monetaria l'Eurotower ha anche deliberato di abbassare l'obbligo delle riserve dal 2 all'1%. Con il solito pragmatismo Draghi e il board della Bce hanno preso atto che gran parte dei finanziamenti concessi agli operatori finanziari sono tornati alla Bce come depositi. L'esigenza invece e' che le banche devono da un lato procedere al rafforzamento del patrimonio ma senza strozzare il credito all'economia, in particolare alle piccole e medie imprese.
Draghi pero' e' assolutamente netto sull'impossibilita' della Bce di finanziare gli stati euro in difficolta' e ripete inoltre che anche l'acquisto di titoli di Stato sul mercato secondario non potra' superare certi livelli. ''Il nostro mandato e' molto chiaro'' ma il presidente della Bce si spinge anche oltre. ''Lo spirito del trattato della Bce deve essere rispettato'' ammonisce Draghi. ''Il trattato vieta espressamente che la Bce possa finanziare gli Stati dell'ara euro e questo rappresenta la migliore tradizione della Bundesbank''.
In passato ''abbiamo visto le conseguenze'' del finanziamento degli Stati da parte delle banche centrali. In questa logica Draghi prospetta criticita' con le regole in vigore circa l'ipotesi che le banche centrali dell'area euro possano fare prestiti al Fmi. ''Se questi prestiti ad esempio fossero destinati dal Fmi a paesi come Cina e Indonesia va bene - ha detto Draghi - ma se fossero indirizzati a paesi euro ci sarebbero problemi con il trattato''.
Nel dibattito in Europa sul ruolo della Bce, la posizione di Draghi e' chiara. Netta contrarieta' sulla possibilita' che la Bce possa stampare moneta per finanziare i paesi euro. Il presidente dell'Eurotower conferma poi il giudizio favorevole a una modifica dei trattati europei se finalizzata a rafforzare l'unita' fiscale tra i partner. ''Ma dobbiamo anche pensare a strumenti di immediata applicazione'' indica il presidente della Bce. Draghi parla anche della manovra di correzione varata dal governo di Mario Monti. ''Le riforme strutturali e l'impegno al rigore nei conti pubblici sono le cose piu' importanti per ristabilire la fiducia dei mercati''. In particolare sull'Italia, si vedono sviluppi ''incoraggianti, la manovra e' un fatto importante che raffozera' la fiducia''. Ora ''la cosa importante e' l'implementazione'' poi ''serviranno altre misure per la crescita e la competitivita'''.


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