Crescita/ L'economista della Bocconi Roberto Perotti ad Affari: "Monti non si salva dalla recessione. L'Italia è nelle mani dei cinesi"
Di Andrea Deugeni
Roberto Perotti"Gli interventi sulla crescita sono sacrosanti. Vanno introdotti e, anzi, bisognava muoversi prima, ma gli effetti non si avranno nell'immediato. Quindi, se entreremo in recessione, come sembra, molto dipenderà dalla capacità di Usa, Cina ed Europa di crescere e di trainare l'Italia fuori dalle secche. Altrimenti saranno dolori". L'economista della Bocconi Roberto Perotti commenta così con Affari la fase due del Governo. E sull'esito dell'asta odierna dei Btp, dice: "I mercati stanno cercando di capire se Monti riuscirà ad andare fino in fondo. Lo spread? Aspettiamoci molta volatilità".
Rendimenti leggermente in calo, ma il Tesoro non è riuscito a piazzare tutti i Btp. Come valuta l'esito dell'asta odierna?
"E' sempre difficile valutare l'andamento delle aste per la presenza dei primary brokers, ovvero le 23 banche che il Governo usa per accertarsi che comprino i titoli offerti".
E quindi?
"Le aste sono indicative, ma non del tutto. E' difficile interpretare il loro andamento e lo ha dimostrato il trend di ieri dei mercati ieri con i Bot, il cui rendimento è calato. In un primo momento lo spread si è sgonfiato, ma poi è tornato a salire".
Oggi è salito subito, invece, a 524...
"Poi è sceso di nuovo. Bisogna vedere come reagiranno i mercati nei prossimi giorni. Nelle prossime settimane, dovremo abituarci ad un'estrema volatilità. Gli operatori finanziari stanno cercando di capire se in Italia la svolta sarà sostenibile".
Si riferisce forse alla capacità del Governo di portare a compimento la manovra che ha in mente di fare?
"Esatto. Tutti i provvedimenti sulla crescita e sul bilancio. Non credo sia utile, come ha detto lo stesso Monti in conferenza stampa, dare tanto significato alle singole oscillazioni dello spread, oscillazioni che saranno elevate e all'ordine del giorno. In un senso e nell'altro".
Quindi, un'inversione di tendenza concreta potrebbe esserci solamente con l'attuazione concreta della cosiddetta fase due...
"Sì, tenendo presente che se il nostro Paese dovesse entrare in una recessione accompagnata anche dal credit crunch, congiuntura che molti temono, non ci sarà molto da fare. Monti o non Monti, l'Italia sarà in difficoltà".
Mi sembra di cogliere un certo pessimismo...
"No, sono restio a far previsioni. E' difficile capire cosa succederà fra sei mesi".
Allora Monti non riuscirà purtroppo ad impattare sulla situazione dell'Italia, visto che, come ha stimato ieri l'ufficio studi di Intesa-Sanpaolo, il Pil del 2012 sarà negativo di un punto percentuale...
"Gli interventi del premier sulla crescita sono sacrosanti. Vanno introdotti e, anzi, bisognava muoversi prima, ma gli effetti non si avranno certo nell'immediato. Se entreremo in recessione come sembra, molto dipenderà quindi dal contesto internazionale e cioè dalla capacità di Usa, Cina ed Europa di crescere, indipendentemente dalla crisi del debito. Se così sarà, l'Italia uscirà agevolmente dalla recessione, altrimenti saranno dolori".


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