Banche/ Spaventa ad Affari: "Il rischio di credit crunch non esiste. Le Pmi non chiedono soldi"

Martedì, 8 settembre 2009 - 08:00:00

Luigi Spaventa

Luigi Spaventa
Nella polemica fra il presidente dell'Abi Corrado Faissola e il ministro dell'Economia Giulio Tremonti sul livello di credito alle imprese, l'economista ed ex presidente della Consob Luigi Spaventa (ora presidente del gruppo finanziario Sator), intervistato da Affaritaliani, si schiera con l'associazione di Piazza del Gesù e spiega: "L'Italia non rischia il credit crunch. Credo a Passera quando dice che la sua banca ha oltre 60 mld di affidamenti accordati e non utilizzati. Le imprese non chiedono, perché fanno pochi investimenti".


L'INTERVISTA

Come vede la situazione delle imprese italiane? E' vero che c'è un problema di restrizione del credito bancario, come lamenta la Confindustria?
"Mah, anche le banche hanno passato le loro difficoltà nel rastrellare capitali sul mercato interbancario durante lo scoppio della crisi. Credo che, ora, invece abbiano piuttosto ragione il

Basilea/ Accordo tra i banchieri centrali. Stretta sulla vigilanza bancaria
presidente dell'Abi Corrado Faissola, quando dice l'Italia non rischia il credit crunch e il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo Corrado Passera che ha fatto sapere che la banca da lui diretta ha una capacità di credito sottoutilizzata. Con oltre 60 miliardi di affidamenti accordati e non utilizzati". 

Quindi, come dice Faissola, anche secondo lei le imprese non chiedono i denari...
"Esatto. La struttura produttiva della nostra economia si basa principalmente su piccole e medie imprese che fanno pochi investimenti. Anzi, la maggior parte non ne fa affatto".

E, quindi, ora i banchieri stanno allocando la loro liquidità sui titoli di Stato...
"Direi soprattutto che la parcheggiano presso la Banca Centrale Europea che rende loro un pochino di più".

Spaventa
Il presidente del gruppo finanziario Sator Luigi Spaventa intervistato da un giornalista di Affaritaliani
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Ma allora perché giovedì il presidente della Confindustria Emma Marcegaglia e il suo omologo tedesco Fredrik Reinfeldt hanno preso carta e penna per chiedere l'intervento dell'Unione Europea?
"Lo hanno fatto per chiedere alle autorità di Bruxelles di ammorbidire le regole di Basilea 2 sul mercato bancario. Regole che impongono dettami precisi alle banche in termini di requisiti di capitale. Un'impostazione che rischia di fiaccare i flebili segnali di ripresa che cominciano a vedersi anche nel Vecchio Continente".

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DALLA BACCHETTATA A PASSERA ALLA CRITICA DEL METODO MCKINSEY... ECCO LA CONFERENZA STAMPA DI TREMONTI. VIDEO

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