Credito/ Altro che prestiti bancari. Marzotto Caotorta di Iban ad Affari: "Care aziende, i nostri sono soldi veri"

Mercoledì, 1 aprile 2009 - 15:54:00


Tomaso Marzotto Caotorta
L'Angel investing? Un fenomeno in forte crescita che può abbattere il monopolio dei finanziamenti bancari e aiutare le Pmi soprattutto in questo periodo di crisi e di stretta del credito. Ne è convinto Tomaso Marzotto Caotorta, segretario generale di Iban, l'associazione italiana dei Business Angels, che ad Affaritaliani.it spiega i vantaggi di questo tipo di investimento.

L'INTERVISTA

Chi sono i Business Angels? Che cosa fanno?
"Gli angeli sono manager di alto livello e imprenditori, ancora in attività o da poco a riposo, interessati a entrare col loro capitale personale in piccoli progetti d'impresa. Hanno un'ottica di capitale di rischio ma si assumono in prima persona anche una responsabilità di gestione, assieme al portatore di progetto, per raggiungere più celermente degli obiettivi e quindi per creare valore nella partecipazione acquisita. Insomma, è un micro-intervento di capitale di rischio, temporaneo, che interviene nel capitale sociale dell'azienda e che, soprattutto, si accompagna a un'impegno in prima persona che mette in gioco le conoscenze e le capacità gestionali personali".

Stando ai dati dell'Iban, il numero degli aderenti è cresciuto del 35% e gli investimenti sono più che raddoppiati. E ora, con la stretta del credito bancario, potrà avere margini di sviluppo ancora maggiori. Crede che nel futuro questa forma di investimento nelle Pmi potrà abbattere il monopolio dei finanziamenti delle banche?
"Certo, anche se va detto che le banche forniscono capitale di debito, mentre l'investitore fornisce
capitale di rischio. I nostri cioè sono soldi veri che il BA mette di tasca propria, senza rendere conto a nessuno, in un progetto imprenditoriale di cui si fida, che guarda in faccia e con cui stabilisce un rapporto personale di impegno reciproco. Se queste condizioni ci sono, i soldi si trovano. Altrimenti no".

Quali imprese beneficiano di più dell'aiuto degli Angeli?
"Due terzi sono progetti di impresa e start up, che aiutiamo a decollare con un capitale sotto ai 50mila euro. Un altro terzo sono piccoli torn around dove il BA entra, magari con altri soci finanziari, e smonta e rimonta piccole aziende. Qui l'investimento va dai 500mila euro al milione e mezzo".

Qual è la percentuale degli investimenti che va a buon fine?
"Anche nell'Angel Investing si ritrovano un po' le percentuali del resto della filiera del venture capital. In un progetto su tre si perde tutto. Per un'altro terzo si riesce a recuperare il capitale
iniziale. E nel restante terzo va molto molto bene, tanto che, se si è fatto più di un investimento, ci si ripaga abbondantemente anche degli altri".

Se si ha un buon progetto, come si fa a chiamare l'Angelo?
"Basta andare sul nostro sito. E descrivere il proprio progetto nell'apposita area".

E l'Iban risponde a tutti progetti che vengono proposti o solo a quelli che davvero interessano?
"A tutti. Se poi il progetto ci interessa lo veicoliamo alle persone profilate per quel settore o per
quell'area geografica".

E se si vuole diventare un Angelo?
"C'è anche per questo un'area apposita sul nostro sito dove potersi presentare. Poi, ovviamente, ci si incontra e ci si conosce personalmente. Va detto però che il BA non deve cercare un lavoro, ma deve aver voglia di investire per passione e perché si tratta di una minima parte del proprio capitale". 

Quanti sono attualmente gli Angeli in Italia?
"Tra gli associati e gli accreditati presso le nostre reti locali, arriviamo ai 350 persone".

In media quanto si investe?
"In media si parla di 200mila euro. Anche se c'è il 90% che investe meno di 50mila e il 10% che fa delle grosse operazioni perché dà vita a progetti d'impresa un po' più consistenti anche da un milione di euro. Comunque la media italiana dei 200mila euro è uguale in tutto il mondo".

A cosa punta l'Iban, in termini di obiettivi di crescita?
"Un buon risultato sarebbero 150-200 milioni di euro all'anno di investimenti, con 500-1.000 persone. Purtroppo però l'Angel investor non sempre ama essere visibile. E magari è un angelo senza chiamarsi così... Il nostro obiettivo è che l'Angel investing diventi uno strumento di finanza di impresa visibile, regolamentato e credibile nella sua operatività. Come succede negli Usa dove, a forza di 200mila euro, si investono ogni anno 35 miliardi di dollari, cioè di più di quanto investano gli investitori istituzionali".

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