Fisco/ La Corte dei Conti boccia il Federalismo

Martedì, 22 febbraio 2011 - 19:20:00

La Corte dei Conti apprezza i "profili di positivita'" dell'impianto del federalismo fiscale municipale ma mette in guardia sui rischi di squilibrio e incertezza che potrebbe produrre. Inoltre la Corte si interroga "in termini dubitativi" se "il decentramento della spesa pubblica possa contribuire a ridurre la corruzione" ovvero "possa avere l'effetto contrario e aumentare la corruzione quando la vicinanza a interessi e lobbies locali favorisca uno scambio di favori illeciti in danno alla comunita' amministrata".

"La Corte - dice il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino,in ocasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario - ha evidenziato il rischio che, nel complesso, l'impianto previsto possa produrre squilibri in termini della dislocazione territoriale del gettito fiscale (principio cardine del nuovo assetto) e di incertezza sulla sua effettiva invarianza". La definizione di un nuovo tributo unico municipale (Imu), prosegue Giampaolino, "in sostituzione di una serie di prelievi diretti e indiretti gravanti sul reddito da immobili, si accompagnera' alla revisione della tassazione dei redditi da locazione, con il passaggio da una tassazione progressiva a una fondata sulla cedolare secca". La Corte, dice ancora Giampaolino, "ha rilevato come uno dei benefici maggiori attesi dal confeimento di beni dallo Stato alle amministrazioni locali sia quello connesso alla possibilita' di ottenere una migliore redditivita' dal patrimonio trasferito e la Corte, pur rilevando come la dimensione dei beni da trasferire sia di fatto contenuta, ha evidenziato due importanti effetti positivi del provvedimento: da un lato, offrire un volano finanziario per specifici interventi di riqualificazione del territorio, e dall'altro, rappresentare un'importante opportunita' per ivedere e potenziare le possibilita' di utilizzo di un patrimonio spesso trascurato o messo a reddito in maniera adeguata".

Proprio di corruzione e frode ha parlato il procuratore generale della Corte, Mario Ristuccia, nella sua relazione alla cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. Si tratta infatti di "patologie costituite da fenomeni delittuosi che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione". "Ai molti altri casi di inosservanza di legge e dei criteri di buona amministrazione per difetto dei livelli minimi di diligenza, che debbono governare l'impiego delle pubbliche risorse - spiega Ristuccia -, si aggiungono poi le patologie costituite da fenomeni delittuosi che continuano ad affliggere la pubblica amministrazione, quale la corruzione e la frode, soprattutto in materia di aiuti e contributi nazionali e dell'Unione europea. I dati al riguardo - osserva il procuratore generale - non consentono ottimismi".

La Corte dei Conti punta quindi il dito contro "una situazione di cattiva amministrazione che, nonostante i progressi pur conseguiti in termini di efficienza, continua a caratterizzare in negativo l'immagine complessiva dell'apparato amministrativo, generando nel comune sentire dei cittadini, soprattutto nei tempi presenti di diffusa difficolta' economica, una forte attesa di contrasto ad opera degli organi a tale compito preposti dall'ordinamento". Dal canto suo il presidente fa notare nella sua relazione introduttiva come "la lotta alla corruzione debba fondarsi essenzialmente su quattro pilastri: l'etica, la trasparenza attraverso l'uso dell'Ict, la semplificazione e il controllo".

E a questo proposito la Corte boccia il ddl intercettazioni perche' non combatte la corruzione e sottolinea come invece questo strumento sia molto importante per contrastare il fenomeno."Non appaiono indirizzati a una vera e propria lotta alla corruzione - afferma - il disegno di legge governativo sulle intercettazioni che, costituiscono uno dei piu' importanti strumenti investigativi utilizzabili allo scopo e neppur l'aver dimezzato con la cd legge Cirielli del 2005 i termini di prescrizione per il reato di corruzione ridotti da 15 a 7 anni e mezzo, con il risultato che molti dei relativi processi si estingueranno poco prima della sentenza finale, sebbene preceduta da una o due sentenze di condanna e con conseguenze ostative per l'esercizio dell'azione contabile sul danno all'immagine".

Ma non solo la corruzione preoccupa la magistratura contabile. Che mette in guardia dall'effetto di un rallentamento della crescita, chiedendo un maggiore impegno sul fronte della spesa. "E' stata avanzata - dice Giampaolino - la preoccupazione per l'effetto di un ulteriore rallentamento della crescita economica, verosimilmente connesso alle misure di freno della spesa e di aumento delle entrate tributarie. In tal senso la Corte ha richiamato l'urgenza di un impegno rafforzato in direzione della riqualificazione della spesa pubblica, cosi' da consentire di sostituire gradualmente gli interventi indifferenziati di contenimento con misure piu' selettive". Sull'impianto della manovra, ha continuato Giampaolino, "sono state sollevate perplessita' sulla sostenibilita' di alcuni "tagli di spesa" e sulla piena realizzabilita' di specifici interventi, sia sul lato della spesa che su quello delle entrate.

I tagli lineari alla spesa, a cui il governo ha fatto ricorso nell'ultima manovra correttiva sui conti pubblici, possono provocare un ulteriore rallentamento della crescita che gia' langue a causa della crisi economica. Giampaolino ha sollevato perplessita' sulla sostenibilita' di alcuni tagli di spesa. In particolare ha ribadito ''la preoccupazione per l'effetto di un ulteriore rallentamento della crescita economica, connesso alle misure di freno della spesa e di aumento delle entrate tributarie''. Secondo i magistrati contabili e' necessario accelerare l'impegno in direzione ''della riqualificazione della spesa pubblica, cosi' da consentire di sostituire gli interventi indifferenziati di contenimento con misure piu' selettive''. Giampaolino si e' poi siffermato sulla finanza locale. I magistrati contabili hanno rilevato ''la perdurante sostenuta dinamica delle spese correnti al netto degli interessi e la flessione, ormai cronica, delle spese per investimenti''.
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