Contro-Finanziaria/ Sbilanciamoci!: “Manovra 2010 vuota e inutile di fronte alla crisi”
Social card, mini indennità ai precari disoccupati, credito per i nuovi nati, bonus alle famiglie e tassi per i mutui al 4% sono state delle misure “simboliche” e “modeste al limite dell’inconsistenza”. È la denuncia della campagna Sbilanciamoci nel suo Rapporto 2010 “Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo” che in oltre 120 pagine fa il punto della situazione dell’Italia rispetto alla crisi, avanza proposte e individua fondi da utilizzare “in modo diverso” per una exit strategy che funzioni davvero. Secondo Sbilanciamoci, “la finanziaria 2010 è vuota e sostanzialmente inutile di fronte a una crisi che sta accentuando le sue gravi conseguenze sociali ed economiche in tutto il paese”. Secondo il rapporto bisognerebbe rimettere mano alla spesa pubblica, programmare interventi di sostegno al reddito e alle imprese, prevedere misure di protezione sociale e nuovi investimenti, “ma niente di tutto questo c’è nella finanziaria del 2010”.
L’Italia, passata sotto la lente d’ingrandimento di Sbilanciamoci, appare come “un paese che non riesce a uscire dalla crisi, con una base produttiva in declino, più povero e diseguale”. Secondo l’Istat, nel terzo trimestre del 2009 il prodotto interno lordo è diminuito del 4,6% rispetto al terzo trimestre del 2008, anche se la caduta ha iniziato a rallentare con il Pil che è aumentato dello 0,6% rispetto al tonfo del secondo semestre 2009. Ma il punto di particolare fragilità è costituito dal debito. Per la prima volta da anni, in Italia è cresciuta la spesa fino a superare le entrate correnti, portando a un avanzo primario negativo. Deficit che dovrà essere coperto con l’emissione di nuovo debito. Secondo quanto riporta il rapporto 2010, il disavanzo pubblico di quest’anno si avvicina al 5% del Pil e, considerando le necessità di un nuovo indebitamento, il rapporto debito/Pil dovrebbe raggiungere il 115% del Pil a fine 2009 e il 120% nel 2010. “Alla fine dello scorso aprile il debito pubblico italiano ammontava a 1.750 miliardi di euro – specifica il rapporto -, 88 miliardi in più rispetto all’inizio dell’anno, contro un Pil di 1570 miliardi di euro”.
Tutto questo in un quadro globale non proprio confortante, dove la finanza è tornata a raccogliere profitti speculativi e a distribuire bonus milionari ai dirigenti di banche e società finanziarie salvate dal denaro pubblico e con una disoccupazione che per i paesi Ocse a settembre 2009 era di 2,3 punti in più rispetto all’anno precedente. “La finanziaria del 2010 avrebbe potuto essere l’occasione del varo di una serie di misure sociali e ambientali ben più consistenti – si legge nel rapporto -, capaci di un’inversione di tendenza rispetto a una politica economica che galleggia nell’immobilismo e nella vacuità di misure solo propagandistiche”.



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