Contro-Finanziaria/ Meno spese militari e niente grandi opere: ecco dove prendere i soldi
Riduzione della povertà, realizzazione di opere ambientali e sociali, sviluppo di politiche del lavoro ed estensione di ammortizzatori sociali e politiche di welfare: sono alcuni dei capisaldi della proposta di Finanziaria avanzata da Sbilanciamoci! nel rapporto 2010 “Uscire dalla crisi con un nuovo modello di sviluppo”, presentato oggi a Roma. Ma come reperire le risorse necessarie a sostenere questi interventi? Sbilanciamoci! indica cinque fonti e precisa il ricavo che si potrebbe trarre da ciascuna di esse. In primo luogo, c’è il male necessario dell’indebitamento pubblico, poiché “in una fase di crisi è indispensabile un uso straordinario e incisivo della spesa pubblica per impedire l’impoverimento sociale ed economico”.
Giustizia sociale (11,460 miliardi). In secondo luogo, occorre una severa lotta all’evasione fiscale e la promozione di politiche di giustizia sociale, che porterebbero in due anni a quasi 22 miliardi di entrate. Gli strumenti sarebbero l’innalzamento della tassazione delle rendite al 23%, l’aumento dell’imposizione fiscale al 45% per i redditi oltre i 70.000 euro e al 49% per i redditi oltre i 200.000; l’introduzione o innalzamento di alcune tasse di scopo, come i Suv, i diritti televisivi su sport e spettacolo, il porto d’armi ecc.
Tassa patrimoniale (10,5 miliardi). La terza misura è la tassa patrimoniale, ossia un tassa straordinaria una tantum per i patrimoni oltre i 5 milioni di euro: con un’imposizione minima del 3 per mille a spese del 10% più ricco della popolazione, si avrebbe un’entrata di 10,5 miliardi di euro.
Riduzione delle spese militari (8,900 miliardi). Un grande risparmio si otterrebbe con la cancellazione del programma di acquisizione del cacciabombardiere JSF (2,5 miliardi), con la riduzione del 20% delle Forze Armate (6 miliardi) e con la fine della missione in Afghanistan (400 milioni.
Rinuncia alle grandi opere (3,5 miliardi). Si tratta di progetti “in larga misura inutili, costosissimi e in gran parte sbagliati. Tra queste opere, il ponte di Messina e le centrali nucleari.
Spesa pubblica (5,640 miliardi). Si potrebbero ridurre le uscite attraverso il passaggio nella Pubblica amministrazione all’open source (4 miliardi), l’abolizione dei contributi alle scuole private (1,4 miliardi9 e la chiusura dei Cie (240 milioni).
Il totale delle entrate sarebbe di 40 miliardi, pari al totale delle uscite previste nella “manovra” di Sbilanciamoci!.



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