Contro-Cernobbio/ Sbilanciamoci! lancia l'informatica a km zero
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A questi, Sbilanciamoci! ha voluto dare delle risposte diverse. Ospiti: Norberto Patrignani, del Politecnico di Torino, Politeia Milano che ha parlato di etica e informatica, un’area che si vuole interrogare sul ruolo della tecnologia in una futura società sostenibile.
| Contro-Cernobbio/ Dal 4 al 6 settembre, a Torino, la VI edizione del Forum di Sbilanciamoci! |
A livello globale, ha sottolineato ancora Patrignani, in Italia bisognerebbe per esempio conoscere e utilizzare (e sottoscrivere) i trattati di Greenpeace sui traffici internazionali di rifiuti tecnologici. Per quanto riguarda invece il software, prima era privato, aveva un copyright come un’opera d’arte, ma questa epoca sta per finire, a vantaggio del software libero. Questo offrirà opportunità di rinascita per la piccola media impresa locale.
Sempre di rete si è continuato a parlare con Vittorio Alvino di Openpolis: “Con il software libero si ha un passaggio da un modello fordista ad un altro modello di produzione. L’informazione e la conoscenza devono essere aperte, a servizio del cittadino. Che per esempio può conoscere meglio la politica, ovvero l’operato di coloro che li rappresentano”. La rete è utilizzata quindi per la trasparenza e la partecipazione: “Molti dati che dovrebbero essere pubblici non lo sono: la rete offre un’opportunità in più”.Con il progetto “Voi siete qui”, ha portato ad esempio Alvino, è stato possibile far sapere al cittadino chi sono i suoi rappresentanti, fornendo su ogni politico italiano informazioni biografiche e le carriere. “La tendenza di oggi è di consumismo informatico – ha concluso – con bisogni non reali, ma indotti”.
Altro ospite, Matteo Passini, Bit Spa, che ha parlato di finanza, che deve essere “al servizio dell’uomo e non viceversa. “In Italia, ha sottolineato, non c’è né senso della cittadinanza né senso di responsabilità. Quella delle imprese deve nascere dalla responsabilità del singolo; e questa nasce dalla scuola, dall’educazione, dal lavoro”. Pochi sono gli ambiti con classi dirigenti responsabili che quindi assumeranno dipendenti responsabili. Quindi, in Italia le aziende con coscienza etica sono poche, mentre è necessaria non solo a livello locale, ma anche per i mercati globali. Fondamentale anche un confronto: per migliorare ed essere competitivi.



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