Contratti/ Firmata l'attuazione della riforma. Poverini (Ugl) ad Affaritaliani.it: la Cgil ha fatto solo passi indietro
| Poverini (Ugl) ad Affari: la Cgil ha fatto solo passi indietro/ "Sicuramente è una riforma che andava fatta perché è dal '93 che rinnoviamo i contratti con un sistema che, dati alla mano, ha di fatto tolto il 30% di retribuzione ai lavoratori italiani rispetto a quelli europei. Poi ciascuma organizzazione è libera di decidere. Ora è evidente che la gestione dell'accordo sarà molto complessa". Così il segretario generale dell'Ugl, Renata Polverini, commenta ad Affaritaliani.it la firma di oggi alla riforma del sistema contrattuale. Quanto all'affermazione del segretario Cisl, Raffaele Bonanni, secondo cui la Cgil si è autoisolata, la Polverini concorda: "Mia pare che si stia riproponendo lo schema della riforma del mercato del lavoro, la cosiddetta legge Biagi: la Cgil partecipa ai confronti però nei fatti non decide mai di condividere gli accordi che vengono fuori. E questo accordo è un punto di sintesi per giungere al quale ciascuno di noi ha fatto un passo avanti e uno indietro, mentre la Cgil continua a pensare di poter porre veti. Ha fatto solo passi indietro e si è portata a un isolamento. Non lo dico io: è nei fatti". |
Confindustria, Cisl e Uil hanno firmato l'attuazione della riforma del modello contrattuale. la Presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, e i segretari generali di Cisl e Uil, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti, hanno siglato l'intesa raggiunta a Palazzo Chigi lo scorso 22 gennaio che riforma la piattaforma contrattuale sia del settore pubblico che di quello privato. La firma e' avvenuta presso la foresteria di Confindustria a via Veneto. Presente anche il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani che, mantenendo la posizione del sindacato di Corso d'Italia, di non siglare l'intesa, ha comunque deciso di partecipare. L'Ugl di Renata Polverini - secondo quanto si apprende - firmera' in un secondo momento.
EPIFANI: "UN ERRORE" - "L'accordo sulla riforma del modello contrattuale "e' un errore, divide i lavoratori e i sindacati in un momento in cui si dovrebbe stare uniti". Lo ha affermato il segretario generale della Cgil, Guglielmo Epifani. Per il leader della Cgil questo accordo "mette i lavoratori in una situazione di difficolta' e debolezza". L'intesa, continua Epifani, "riduce lo spazio della contrattazione e non la innova e fa si' che il contratto nazionale non recuperi mai del tutto l'inflazione reale".
Questi i punti chiave dell'intesa applicativa della riforma del sistema contrattuale.
- DURATA. Il contratto diventa triennale, tanto per la parte economica che normativa e avra' la funzione di garantire la certezza dei trattamenti economici e normativi comuni per tutti i lavoratori del settore ovunque impiegati nel territorio nazionale. La durata di tre anni e' anche per il secondo livello.
- SECONDO LIVELLO. Il nuovo assetto sostituisce quello in vigore dal 1993, ha l'obiettivo della crescita fondata sull'aumento della produttivita' e l'incremento delle retribuzioni. L'assetto della contrattazione e' confermato su due livelli: il contratto collettivo nazionale di lavoro di categoria e la contrattazione di secondo livello.
- AUMENTI E NUOVO INDICE. Gli aumenti contrattuali saranno legati a un nuovo indice. Come indicatore della crescita dei prezzi al consumo il tasso di inflazione programmata viene sostituito da un indice previsionale costruito sulla base dell'Ipca (l'indice dei prezzi al consumo armonizzato, elaborato da Eurostat), depurato dalla dinamica dei prezzi dei beni energetici importati. La verifica circa eventuali scostamenti tra l'inflazione prevista e quella reale entro entro la vigenza di ciascun contratto. L'elaborazione della previsione sara' fatta da parte di un soggetto Terzo.
- PRODUTTIVITA'. Riguardo al secondo livello si richiede che vengano incrementate e rese strutturali tutte le scelte volte a incentivare in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega incentivi economici al raggiungimento di obiettivi di produttivita', redditivita'.
- DEROGABILITA'. Per la diffusione del secondo livello si potranno individuare delle soluzioni, anche adottando elementi economici di garanzia. Previste anche clausole di esenzione: in situazioni di crisi o per favorire lo sviluppo economico e occupazionale le parti potranno accordarsi e derogare su singoli istituti dei contratti nazionali.
- RAPPRESENTANZA. Nei successivi accordi verranno definite nuove regole in materia di rappresentanza delle parti nella contrattazione collettiva valutando le diverse ipotesi che possono essere adottate con accordo, ivi compresa la certificazione all'Inps dei dati di iscrizione sindacale. Le nuove regole possono determinare, limitatamente alla contrattazione di secondo livello nelle aziende di servizi pubblici locali, l'insieme dei sindacati, rappresentativi della maggioranza dei lavoratori, che possono proclamare gli scioperi al termine della tregua sindacale predefinita.



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