Assicurazioni/ Analisti sorpresi positivamente dai conti di Generali, ma Allianz ha una marcia in più

Mercoledì, 12 maggio 2010 - 16:55:00

Generali ha chiuso il primo trimestre dell’anno con numeri migliori delle attese. L’utile netto in particolare sale a 527 milioni di euro, in decisa  crescita rispetto a quello del primo trimestre del 2009 (104 milioni), con un risultato operativo vita di 866 milioni (+60,8%) che ha contribuito alla crescita del risultato operativo complessivo a 1.201 milioni (+22%), mentre i premi lordi complessivi sono cresciuti del 16,2% a 20,9 miliardi (18,5 miliardi nel primo trimestre 2009).

L’andamento è sostenuto dall’ottima performance del segmento vita con premi pari a 14,2 miliardi (+25,7%) in forte crescita nei principali mercati di operatività del gruppo, in particolare in Italia (+36,4%) e in Francia (+27,8%), beneficiando sia della ripresa dei mercati finanziari sia di una significativa ripresa della raccolta netta, con una nuova produzione che registra premi medi in crescita.

Stabili i premi danni a 6,6 miliardi “nonostante il difficile contesto macroeconomico”. Il patrimonio netto sale a 18.002 milioni, in crescita rispetto ai 16.652 milioni di fine 2009. L’indice di Solvency I (calcolato secondo le disposizioni dell’organismo di vigilanza italiano) si attesta a 129% e migliora di un punto percentuale rispetto a fine 2009, “nonostante il capitale assorbito dall’elevata crescita nel segmento vita”. Va inoltre tenuto conto, come precisa una nota che tale indicatore non comprende “le plusvalenze immobiliari non iscritte a bilancio che aumenterebbero l’indice di oltre 15 punti percentuali”.

Il Combined ratio (rapporto tra i danni pagati e i premi raccolti) peggiora nel trimestre (dal 96,3% al 98%) a causa del peso delle catastrofi naturali verificatesi, ma Generali conta di rimanere in un range vicino all’obiettivo prefissato per l’intero 2010. Il totale degli investimenti vita (per il 79% in titoli a reddito fisso e di questi il 56,7% in titoli governativi, il 43,3% in corporate bond) sale da 265.361 milioni di fine 2009 a 273.872,9 milioni.

Includendo anche quelli collegati a polizze unit e index-linked si passa da 307.828 a 318.833 milioni. Di questi solo 2,57 miliardi (lo 0,8% circa del totale), nel frattempo ulteriormente calati a 2,2 miliardi, erano rappresentati da titoli dei PIIGS, per importi che, ha più volte ribadito il Cfo Raffaele Agrusti nel corso della conference call, non dovrebbero, allo stato, far scattare le garanzie obbligando la compagnia a rimborsare gli assicurati.

In particolare verso la Grecia l’esposizione netta risulta pari a 0,81 miliardi, verso la Spagna 0,80 miliardi, verso il Portogallo 0,67 miliardi e verso l’Irlanda 0,28 miliardi. Sempre per quanto riguarda gli investimenti del ramo vita in titoli a reddito fisso italiani, l’esposizione lorda è invece pari a 40,6 miliardi, mentre l’esposizione netta, ha confermato Agrusti alla domanda di un analista, dovrebbe essere stimabile attorno al 15%, anche se nell’ipotesi (remota) di un default di tali titoli scatterebbero una serie di covenant che ridurrebbero l’impatto sui conti del gruppo.

Inevitabile il raffronto con la rivale tedesca Allianz Se, primo gruppo assicurativo europeo, che nello stesso periodo ha a sua volta registrato conti oltre le attese degli analisti: l’utile netto è balzato a 1,55 miliardi di euro, rispetto ai soli 29 milioni di un anno prima (e ad un consensus attorno agli 1,2 miliardi), anche in questo caso grazie al buon andamento del ramo vita, oltre che delle assicurazioni sulla salute e della gestione patrimoniale. Meno brillante anche per Allianz il ramo danni, con richieste di risarcimenti in crescita (555 milioni di euro solo per le catastrofi naturali).

L'utile operativo è cresciuto del 20% a 1,7 miliardi, mentre la raccolta premi sale del 10% a 30,6 miliardi. Confermate anche in questo caso l’obiettivo di un utile operativo 2010 attorno ai 7,2 miliardi (più o meno 500 milioni di euro). Quanto ai PIIGS, Allianz ha fatto sapere di essere esposta per 3,3 miliardi verso la Grecia,  ovvero per meno dell’1% dei suoi investimenti in titoli a reddito fisso.

Viste le cifre assolute, la sensazione è che Generali, gruppo caratterizzato da una gestione più prudente e quindi maggiormente apprezzato dai mercati in momenti di crisi finanziarie, si sia dimostrata nel periodo leggermente meno reattiva della concorrente, pur confrontandosi con una fase di mercato che lo stesso Agrusti ha definito “ideale” per il collocamento dei prodotti del gruppo del leone alato. Tanto che in borsa mentre la compagnia italiana al termine della seduta ha guadagnato poco meno di mezzo punto percentuale, risalendo sui 15,74 euro per azione, Allianz ha segnato un rialzo del 3,4% ad oltre 85 euro a titolo (mentre Axa ha chiuso a 14,33 euro, +1,2%).

E questo nonostante che a livello percentuale, invece, sia stata proprio Generali a registrare nei primi tre mesi dell’anno l’incremento più marcato in termini di raccolta premi: +16,2% complessivo, rispetto al +8,3% di Allianz e al +0,8% di Axa, mentre a livello del solo ramo vita la produzione di Trieste è salita del 25,7%, contro il +17,3% del concorrente tedesco e il +0,6% dei francesi, apparsi dunque il gruppo meno reattivo tra i colossi europei del settore.

Luca Spoldi

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