Consumi ko/ Findomestic: italiani pronti all'austerità
Il caro prezzi è in cima alle preoccupazioni degli italiani che sono consapevoli di dover fronteggiare una crisi lunga e profonda. La percezione è che le voci che incidono di più sul bilancio familiare sono le spese per i prodotti alimentari e di consumo, le tasse e le spese per i trasporti pubblici e privati. Emerge, isomma, una sfiducia diffusa nel sistema Italia cui fa da contrappeso un atteggiamento di fiducia individualistica nelle proprie capacità di cavarsela. Abbigliamento, telecomunicazioni, tempo libero, viaggi e vacanze costituiranno le prime rinunce in caso di bisogno. Tengono invece i ciclomotori, i beni ad alto contenuto tecnologico, i piccoli elettrodomestici. E il Natale? Sarà austero per il 45% degli italiani che preferiscono aspettare i saldi. I beni che desiderano trovare sotto l’albero sono abbigliamento e accessori, libri e abbonamenti per i consumi culturali come cinema, teatri e concerti. Questi sono i principali risultati dell’Osservatorio di Findomestic Banca presentato oggi a Milano. Presso il Centro Svizzero di via Palestro.
I maggiori timori che gli italiani evidenziano riguardano in primis il caro prezzi, seguono i fenomeni di criminalità e delinquenza che sono paventati soprattutto dalle famiglie con figli. Seguono gli episodi di malasanità a cui sono sensibili soprattutto i giovani. Al quarto posto si ritrova la paura di dover rinunciare all’attuale tenore di vita: un timore che riguarda le famiglie con figli e quanti percepiscono un reddito da lavoro dipendente. Segue le paura per le “ondate migratorie” e poi la sensibilità all’emergenza rifiuti. In quest’ultimo caso coloro che si sono dimostrati maggiormente sensibili sono i giovani, quanti hanno un’istruzione superiore e gli abitanti del centro sud. Il ricorso all’indebitamento eccessivo sta all’ultimo posto della graduatoria per tutti.
Il sistema Paese è vissuto più come un peso che come un’opportunità per superare una crisi che si percepisce come lunga e duratura e che gli italiani pensano di poter superare basandosi soprattutto sulle proprie forze.
Gli elementi che si ritiene incidano sul budget famigliare sono l’ascesa dei prezzi dei generi alimentari, i costi inerenti la casa, le tasse, le spese per i trasporti e la salute. Le colpe maggiori si attribuiscono ai negozianti che sono visti come l’anello finale della catena e al minor numero di servizi pubblici gratuiti. Si pensi ad esempio a servizi che si fruiscono sul territorio come l’ecopass nel caso di Milano, la sanità e i trasporti.
Gli intervistati sono tuttavia in grado di fare una certa autocritica sulle abitudini che impediscono loro di risparmiare come l’attaccamento alla qualità dei prodotti, l’uso troppo disinvolto del telefonino, l’eccessiva frequenza nel cambio dei beni tecnologici e il consumo elevato dell’elettricità per far funzionare molti elettrodomestici.
I rimedi messi in campo per fronteggiare la crisi vertono nel 64% dei casi sul taglio delle spese di tutti i giorni, cui segue nel 50% dei casi la riduzione delle spese per vacanze e tempo libero. Il 34% afferma che cercherà lavori addizionali e il 21% si affida alla rateizzazione dei picchi di spesa. Il totale delle percentuali supera cento perché molti intervistati pensano di adottare contemporaneamente più misure.
Il 48% degli italiani ritiene che occorra fin da ora attuare delle misure correttive del proprio budget. Questi si ritrovano soprattutto al Nord, nelle aree industrializzate e nelle grandi città. Circa un terzo degli italiani mostra invece resistenza a cambiare il proprio tenore di vita e il livello di reddito: si tratta di un pubblico femminile, oppure di persone con redditi autonomi, senza figli, che abitano in centri di piccole dimensioni, soprattutto nel Nord Est. Il 12% degli intervistati invece naviga a vista e decide giorno per giorno il da farsi: sono soprattutto coppie mature con istruzione medio bassa, pochi figli rimasti a casa e residenti nel centro sud del Paese. C’è poi un 7% d’intervistati, soprattutto giovani, che ritiene di essere in grado di poter aumentare le proprie entrate. Si tratta d’individui all’inizio della carriera professionale e disposti a trasferirsi.
FOCUS NATALE
Il 45% degli intervistati ritiene che farà un Natale più austero e solo il 12% ritiene che non riuscirà a resistere alla magia degli acquisti natalizi. Il 42%, infatti, pensa che aspetterà i saldi.
La spesa media che è stata stimata per le compere di Natale sarà di 190 euro, mentre l’anno scorso era di 490 euro. Quando si tratta di fare un regalo, l’abbigliamento e gli accessori in tutte le possibili varianti resta l’idea cui pensano spontaneamente tutti gli italiani. Se si tratta invece di ricevere un regalo accanto all’abbigliamento e agli accessori spuntano altri beni come i libri, abbonamenti per consumi culturali come cinema, teatri, concerti o intrattenimenti “riprodotti” come Cd e Dvd.
I MERCATI
I consumi totali caleranno nel 2008 del 1%, mentre i consumi di beni durevoli del 4% poiché l’acquisto dei prodotti alimentari e le altre categorie di spese incomprimibili come gli affitti, i trasporti, le tasse, le rate mensili relative al mutuo per la casa e le spese per i trasporti e la salute hanno penalizzato gli acquisti.
Se si considera il mercato delle auto bisogna registrare una diminuzione dell’13% circa dei volumi per effetto della crisi e degli acquisti effettuati negli anni passati grazie agli incentivi governativi. Il parco circolante a gasolio è calato a causa dell’aumento dei prezzi di questo combustibile nel corso dell’anno. Le preferenze si sono spostate verso i segmenti meno costosi, quindi le cilindrate inferiori ai 1550cc e verso le city car. Prosegue l’immatricolazione di auto a metano, GPL ed elettriche il cui totale è aumentato rispetto all’anno scorso del 62%. Spesso ove l’acquisto dell’auto si è dimostrato improcrastinabile si è optato per un auto usata la cui percentuale di acquisto è passata dal 61% del 2007 al 64% del 2008, anche grazie alla possibilità di conversione al GPL.
Se si esamina il comparto delle due ruote gli unici segmenti che tengono sono le moto di grande cilindrata, il segmento 51cc-250cc e i ciclomotori considerati poco costosi e a basso consumo.
I beni per la casa sono aumentati nel complesso del 2,4% in volume. In quest’ambito bisogna evidenziare come il consumo di mobili sia stabile in quanto ad una flessione dei volumi del 3% circa ha fatto da contraltare un aumento dei prezzi dello stesso valore provocato dall’incremento dei costi delle materie prime (legno, energia, acciaio e prodotti vernicianti).
La stessa dinamica si ritrova nel segmento degli elettrodomestici bianchi che tuttavia registra un rallentamento maggiore del previsto con un calo dei volumi venduti del 2%. Il comparto che va meglio è quello del lavaggio, soprattutto le lavastoviglie. Buona invece la dinamica dei piccoli elettrodomestici che sono aumentati del 2% in volumi e del 3% in valore grazie al buon andamento delle macchine da caffè, dei prodotti per la pulizia della casa e per la cura della persona.
Un discorso a parte va fatto per gli elettrodomestici bruni che registrano un aumento dei volumi venduti dell’11%, controbilanciato tuttavia da un calo del 16% dei prezzi che determina una diminuzione in valore del 6% del mercato complessivo. Il prodotto che ha evidenziato la migliore dinamica è stato la TV a schermo piatto assieme ai navigatori satellitari.
La fotografia registra quest’anno un aumento in valore del 3,6% e un ben più sostanzioso incremento in volumi (+12%) cui fa da contrappeso un calo dei prezzi del 5%. Si sono vendute bene soprattutto le macchine reflex digitali.
Il mercato della telefonia registra invece flessioni sia dei volumi (-1%), che dei prezzi (-5,5%) che del valore complessivo (-6,5%). L’unica nota positiva viene dagli smart phone, mentre il classico telefono cellulare è in crisi e registra un calo del 10%.
La dinamica opposta tra i prezzi e le quantità si applica anche al settore informatico dove i volumi venduti sono aumentati del 12%, i prezzi sono scesi del 23% e il valore complessivo del comparto è sceso del 14% circa nel 2008. I computer portatili costituiscono ormai il 75% del mercato e le migliori performance sono date dagli apparecchi multifunzione, dagli hard disk esterni e dalle communication card.



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