Confindustria comunista e ecumenica
Di Manuela Alessandra Filippi
Ieri sera, a Che tempo che fa, il presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, ha proposto una "patrimoniale ordinaria" che colpisca "solo i patrimoni consistenti" e che serva "non ad andare ad aumentare la spesa pubblica ma ad abbassare le tasse a lavoratori e imprese. "Siamo in un momento difficilissimo - ha ricordato ancora - in tutti siamo chiamati a fare sacrifici. Serve una proposta in cui gli italiani riconoscano che pesi e sacrifici sono suddivisi in modo equo".
E brava Emma! Se non fosse che è difficile scambiarla per un altro, si sarebbe detto che invece del massimo esponente di Confindustria, a parlare fosse il segretario di Rifondazione Comunista. Che la politica sia dentro un frullatore, sbattuta come una maionese impazzita, è cosa ormai nota. Ma che si potesse arrivare a sentire la Marcegaglia parlare come Bertinotti, questo era ed è davvero inimmaginabile solo qualche settimana fa.
Sparare sul governo Berlusconi è come tirarsi martellate sui coglioni. Lavoro unitile e soprattutto controproducente. Tanto ci pensa egregiamente da solo il Cav, ibrido di mostruosa bellezza, tragicomico regista, sceneggiatore, interprete e trovarobe del nostro triste teatrino della politica. Ed Emma lo sa bene.
Quello che nessuno fa, invece, è parlare del silenzio assordante dell’opposizione, prima, durante e dopo, la “coraggiosa” intervista del presidente di Confindustria. Affetti da sindrome di Fetonte, di settimana in settimana si stanno facendo portar via tutto il loro armamentario di guerra. Argomenti, cavalli di battaglia, spunti, proposte. Tutto, persino la dignità.
Fassino Mortimer è il fiore all’occhiello di questa esausta compagine pseudo sinistrorsa. Ricorda, in brutto, Ashley Wilkes, di Via col vento, una pertica di irrisolutezza e totale assenza di presenza scenica e carattere.
Emma nazionale, che ha tempra da vedere, stile Rossella O’Hara, anche se non la bellezza, riesce a incassare con stile persino il boccone amaro di Fiat, che lascia il club degli imprenditori, forse in vista di un trasloco epocale in quel di Detroit. L’intervista prosegue, lei non fa una piega e, arrivati al caso Marchionne, dopo essersi sdilinquita in espressioni di stima, ne approfitta subito per rilanciare. Una vera giocatrice di Poker. Con le sue manine fresche di manicure punta il dito sui soliti furbetti e si dichiara contraria verso il condono fiscale che, in verità, nessuno gradisce se non i politicanti. Condotta per mano (o forse il contrario?), dal camaleontico e sempre più ruffiano Fazio, alla domanda clou, cosa direbbe al presidente del consiglio lo avesse qui davanti, risponde con un riassunto da Bignami di tutto quello che ha già detto fino a un secondo prima! Via Emma, un po’ di coraggio, almeno Lei!
Tanto non ha proprio nulla da perdere. In un vuoto assoluto come quello che stiamo vivendo, persino una signora come Lei, che di scheletri nell’armadio ne ha parecchi, vedi il marginale caso degli impianti di Taranto e dell’ex Arsenale della Maddalena, potrebbe fare la sua sporca figura. Un’occasione che si presenta una sola volta nella vita: diventare la paladina del popolo e uscire con onore dai suoi quattro anni al timone di Confindustria.


Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.






































