Confindustria/ Bombassei agli imprenditori del Sud: "Decisione frettolosa: serve confronto"
Alberto BombasseiAlberto Bombassei ha scritto una lettera agli imprenditori del Sud in cui chiede un confronto vero con lui e con Giorgio Squinzi e definisce il consenso del Comitato Mezzogiorno per Squinzi come il frutto di una "frettolosa riunione integrata da un consenso irritualmente raccolto con mail e telefonate". "Solo un confronto aperto e trasparente sui contenuti puo' portare a una scelta consapevole", spiega Bombassei".
"Cio' che piu' mi ha sorpreso - si legge nella lettera che Bombassei ha inviato agli imprenditori del Sud - e' il fatto che si sia voluto giungere a una decisione senza aver dato la possibilita' ai due candidati di esprimere le loro idee, i loro programmi sul futuro di Confindustria. Eppure mai come in questo momento Confindustria e' chiamata a misurarsi sui problemi reali, non tra schieramenti preconcetti. Mai come in questo momento abbiamo di fronte a noi una straordinaria occasione, forse unica nella storia recente del nostro Paese, di affrontare in modo profondo i problemi strutturali che affliggono la nostra economia".
Il Governo Monti, prosegue "sta infatti dimostrando di voler sciogliere nodi che sembravano inestricabili: le pensioni, le liberalizzazioni, la semplificazione amministrativa, il mercato del lavoro. Confindustria deve essere in grado nei prossimi mesi di fare pressione, affinche' il Governo dimostri la stessa determinazione anche per affrontare il problema del nostro Mezzogiorno. La stessa forza che Monti sta dimostrando di avere verso i tanti centri di interesse che bloccano la nostra economia deve essere esercitata anche contro chi vuole tenere il Sud nello status quo: criminalita' organizzata, resistenze politiche miopi, interessi economici non trasparenti, corporazioni improduttive e parassitarie. E' il momento della spallata anche per il Sud".
"L'Italia - dice ancora Bombassei - ha bisogno di ritrovare un percorso stabile e duraturo di crescita, e non possiamo raggiungere questo obiettivo puntando solo su una parte del Paese. Senza un ruolo attivo del Sud non potremmo mai ritrovare la nostra storica posizione tra i Paesi piu' industrializzati. Di questo dobbiamo parlare, anziche' di schieramenti e partigianerie. Le territoriali del Sud non devono essere private della possibilita' di ascoltare idee e programmi, di proporre temi e soluzioni".
"Solo un confronto aperto e trasparente sui contenuti - sottolinea - puo' portare a una scelta consapevole. Quanto e' successo non aiuta Confindustria a rappresentare i veri interessi delle imprese meridionali. Anche per quanto e' accaduto, penso che la nostra Confindustria debba profondamente cambiare anche nel e per il Mezzogiorno. Dobbiamo supportare progetti concreti di integrazione Nord - Sud, dobbiamo aiutare tangibilmente le imprese del Mezzogiorno a entrare nei mercati emergenti, supportando concretamente il loro processo di internazionalizzazione; affrontare anche i nostri nodi organizzativi per essere piu' efficaci e attivi nella rappresentanza. Vi chiedo di dare a Giorgio Squinzi e a me questa opportunita', perche' sono convinto che anche Giorgio preferisca che il vostro appoggio sia frutto di un chiaro confronto sul programma piuttosto che di una frettolosa riunione integrata da un consenso irritualmente raccolto con mail e telefonate. Vi scrivo perche' vorrei essere invitato a un incontro per parlare di programmi e idee, prima che voi vi esprimiate nelle sedi proprie (che non sono i giornali ma gli incontri con i Saggi), dove ognuno di voi sara' ascoltato, non come indistinto esponente del Sud, ma come rappresentante di ogni singola associazione, con le sue specificita' territoriali, industriali, economiche e produttive".


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