Commercialisti a congresso/ Il presidente Claudio Siciliotti: "Pressione fiscale reale al 50,6% del Pil"

Giovedì, 19 novembre 2009 - 15:57:00

claudio siciliotti ape
Claudio Siciliotti
Se calcolata sul Pil depurato della componente stimata di economia sommersa, la pressione fiscale nel nostro Paese per il 2008 schizza da un già elevato 42,8% ad un insostenibile 50,6%. Un cifra che pone l'Italia al primo posto della classifica europea dei Paesi più esosi con i cittadini, facendole superare anche Paesi come la Danimarca (49,2%), la Svezia (47,6%) ed il Belgio (45,9%), i quali tuttavia garantiscono a quei medesimi cittadini ben altri standard di servizi e di welfare, rispetto a quelli su cui possono contare i cittadini italiani. Sono i dati di un calcolo effettuato dall'Istituto di ricerca dei Dottori commercialisti e degli Esperti contabili, illustrati oggi dal presidente nazionale della categoria, Claudio Siciliotti, nel corso della sua relazione alla seconda Assemblea nazionale dei commercialisti.

Il dato italiano di pressione fiscale, pari nel 2008 al 42,8%, è calcolato sulla base del PIL che comprende anche la quota di economia sommersa stimata

Fisco/ "Stop agli scudi: serve il Redditometro": Siciliotti ha scelto Affari per illustrare la sua ricetta economica
dall'ISTAT, ma e' evidente che il prelievo fiscale si concentra sulla parte emersa dell'economia del Paese e quindi, sul Pil depurato da tale dato, essa risulta sensibilmente superiore a quello degli altri Paese europei. Anche depurando il Pil di quei Paesi delle stime del sommerso, i numeri cambierebbero di poco, dal momento che la loro economia sommersa ha un'incidenza sui rispettivi PIL assai piu' contenuta di quella che si verifica in Italia.

''Con una pressione fiscale di questo tipo e un debito pubblico al 115% sul Pil - ha affermato Siciliotti - questo Paese puo' soltanto vivere alla giornata. E' tempo di un fisco leggero con sanzioni pesanti. Da una dozzina di anni a questa parte, la politica fiscale italiana e' stata invece sostanzialmente orientata verso un fisco sempre piu' pesante con sanzioni sempre piu' leggere. Con gli effetti che oggi constatiamo in termini di sommerso ed evasione''.

"Occorre definire una exit strategy per cancellare l'Irap", ha affermato poi Siciliotti, toccando un tema molto dibattuto quest'ultimo periodo, anche in previsione del varo della Finanziaria. Per il presidente dei commercialisti, ''l'Irap e' un'imposta ingiusta, il tema della sua riduzione non puo' essere ancora una volta accantonato come nulla fosse. Si puo' studiare una exit strategy per superarla, un percorso graduale al termine del quale abolirla completamente, anche, se necessario, sostituendola con altri tributi''.

0 mi piace, 0 non mi piace
Fai di Affaritaliani la tua HomePage
Iscriviti alla Newsletter
Mobile
Seguici su facebook
Rss
Twitter
Google
Internet Explorer

Terremoto/ Scossa di magnitudo 4 in provincia di Modena
Siria/ Russia: il massacro di Hula va condannato ma vanno dimostrate colpe
Cannes/ Palma d'Oro ad "Amore" di Michael Hanele
Cannes/ Gran Premio a Loach, Reygadas premiato come miglior regista
Cannes/ Il Grand Prix a Reality di Matteo Garrone
Siria/ Obama: la strage di Hula vile testamento di un regime illegittimo
Milano/ DomenicAspasso, controllati 1150 veicoli: 310 le multe
Lega Nord/ Piasente nuovo segretario Friuli Venezia Giulia
LEGGI TUTTE LE ULTIMISSIME

Case da sogno

Una villa? Un attico? Un loft? Quello che cerchi in un click
Trova tutto qui!

Prima rata gratis

Sei alla ricerca di un prestito? Trovalo subito
SCEGLI PRESTITÒ

Auto usate

Stai cercando l’auto dei tuoi sogni? Scoprila subito.
Cerca adesso