Coin all'attacco/ Vicino l'acquisto dei punti vendita Upim
La Coin è di nuovo vicina all'acquisto dei punti vendita Upim. Tentata con scarso successo gia' nel 2005, l'integrazione dei due marchi in un solo soggetto creerebbe un colosso da circa 390 punti vendita dedicati alla fascia di consumo medio-bassa. Per ora è tutto circondato da un muro di silenzio ed entrambi gli interessati smentiscono; ma l'ipotesi non e' affatto fantasiosa e le voci si rafforzano.
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Il gruppo Coin, guidato dall'ad di Pai Partner Stefano Berardo, e il gruppo Upim (di proprieta' di un fondo gestito dall'ad Rossetto) sono entrambi articolati in una fascia dedicata al consumo medio-basso, con un alto numero di punti vendita diretti, e un'altra fascia pensata per un pubblico più danaroso: nel primo caso si tratta della Upim e dell'Oviesse, nel secondo della Rinascente e della Coin. La struttura organizzativa simile fa pensare a interessanti sinergie e a economie di scala non indifferenti, nel caso di una fusione: ma le performances delle due rivali storiche sono molto diverse.
Se nel complesso Upim sta limitandosi a mantenersi in attivo, per la prima volta dopo quindici anni di conti in rosso, Oviesse è in piena crescita, con un ritmo di sviluppo da 10 negozi nuovi e altri 26 ristrutturati dall'inizio dell'anno. Basta pensare al fatturato per rendersi conto che la seconda catena ha una marcia in più: 821 milioni di euro per Oviesse, contro i 550 milioni raggiunti da Upim. Nel settore medio-alto è la Rinascente a correre di piu' rispetto a Coin (che nel 2008 ha frenato vendendo il 6,8% in meno del 2007), nonostante siano state entrambe colpite duramente dalla crisi dei consumi. Gli esperti del settore mettono quindi le mani avanti, sottolineando anche che le due insegne dovrebbero risolvere il problema delle sovrapposizioni dopo anni di concorrenza spietata, con conseguenti ristrutturazioni piu' o meno indolori.
Ma ammettono, "magari nel medio periodo", la logica di fondo del progetto di fusione o acquisto. In particolare, Coin potrebbe sfruttare gli introiti di Oviesse per aggiudicarsi i 147 punti vendita di Upim (che peraltro possiede circa 200 concessioni in franchising) e rafforzare cosi' la sua presenza sul mercato dell'abbigliamento di fascia medio bassa, la piu' resistente alle turbolenze della crisi dei consumi.
A prendere il largo sarebbe la Rinascente, che in un simile accordo resterebbe tagliata fuori, e condannata a una strategia di radicamento nella fascia alta o all'estero: ma sempre piu' lontana dall'archetipo del grande magazzino da cui era partita.



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