Casa/ Torna la Comune (riveduta e corretta): con la crisi è boom del Cohousing
di Nicole Cavazzuti
![]() Luca Mortara |
Insomma, contro la crisi torna in voga la comune, rinnovata e corretta, nonché svuotata di ogni implicazione ideologica. Non solo una filosofia di vita, quindi, bensì un efficace strumento per abbatterei costi.
Pioniera in Italia è stata Milano, dove, a pochi metri dalla sede universitaria di via Durando vicino all'area che ospiterà la nuova Accademia di Brera, è stato realizzato il progetto Urban Village Bovisa, con una trentina di famiglie residenti, curato dalla società di servizi Cohousing Ventures, fondata da Luca Mortara. Che ad Affaritaliani.it ricorda: “Durante un viaggio in California scoprii che il cohousing era una formula abitativa diffusa, consolidata e di successo. Così decisi di provare a importarla in Italia e mi rafforzai nel proposito dopo aver constatato in seguito una ricerca di mercato che l’idea suscitava l’interesse di molte persone”. Risultato? Un successo. E dopo l’Urban Village Bovisa ad aprile aprirà i battenti in zona Ripamonti il primo progetto di cohousing in affitto: 8 appartamenti da 60 a 100 metri quadrati, con una sala polifunzionale all’ultimo piano e affitto per i primi quattro anni a 10 euro al metro quadro.
Perché secondo lei agli italiani piace il cohousing?
“Perché la crisi costringe a ingegnarsi per risparmiare, ma anche perché negli ultimi anni sta crescendo in molti il bisogno di recuperare una dimensione più umana nei rapporti e nelle relazioni con gli altri”.
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Quanto si risparmia?
“In generale tra il 12 e il 15 per cento”.
Come vengono progettati gli spazi in comune?
“Sono gli stessi cohouser a decidere come organizzare gli spazi in comune, coadiuvati dalla Cohuosing Ventures, che garantisce anche assistenza legale e sulle convenzioni con i fornitori”.
Dopo l’Urban Village Bovisa, avete in ballo altri progetti?
“Molti: ad aprile aprirà i battenti in zona Ripamonti il primo progetto di cohousing in affitto: 8 appartamenti da 60 a 100 metri quadrati, con una sala polifunzionale all’ultimo piano e affitto per i primi quattro anni a 10 euro al metro quadro. Nel 2011 dovremmo terminare Green House, nel quartiere Lambrate: un palazzo dotato di una serra verticale per la coltivazione di frutta e verdura, che dovrebbe far risparmiare il 50% ai residenti. Inoltre posso anticipare che stiamo lavorando su tre diverse linee di sviluppo: vorremmo creare dei villaggi low cost nella provincia di Milano, delle strutture nel verde nella zona del Parco agricolo Sud Milano e dei nuovi villaggi sulla falsariga di quella della Bovisa nell’area Nord-Est di Milano”.
Ci sono ancora appartamenti liberi a Milano, in zona Ripamonti?
“Solo un paio. Chi fosse interessato deve affrettarsi a contattarci”.
A parte Milano, il cohousing nei prossimi mesi in quali altre città d’Italia si svilupperà?
“Sicuramente a Torino, dove qualcosa esiste già e dove abbiamo intenzione di operare in tempi brevi. E poi a Bologna”.
Roma non sarà interessata dal fenomeno?
“Io sono ottimista per natura, ma a Roma la vedo difficile. In città non ci sono possibilità di costruire nulla e mancano le vecchie fabbriche quasi in centro città che ci sono a Milano o a Torino. Peccato, perché la richiesta ci sarebbe”.
Maggiori info: www.cohousing.com



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