Clima/ L'Ue verso l'accordo: 2 miliardi ai Paesi poveri
| Clima/ Ambientalisti sul Colosseo: "Make history now" |
Intanto, a Copenaghen si muove la Cina che chiede al presidente Usa, Barack Obama, di aumentare l'offerta di taglio di emissioni inquinati, indicando allo stesso tempo una disponibilita' al negoziato perche' si arrivi a un risultato concreto nel summit di Copenaghen. Il capo negoziatore del gigante asiatico al vertice sul clima dell'Onu, Xie Zhenhua, ha assicurato che Pechino vuole giocare un ruolo costruttivo nel summit, il cui successo dipende in larga parte dall'accordo con Washington (considerato che i due Paesi emettono insieme il 40 per cento dei gas serra).
"Spero davvero che il presidente Obama possa portare un contributo concreto a Copenaghen", ha detto Xie. Secondo la Cina, inoltre i Paesi ricchi devono tagliare i gas serra di almeno il 25-40 per cento entro il 2020. E Pechino "valutera'" l'obiettivo globale di dimezzare le emissioni entro il 2050.
Quanto al contributo da destinare ai paesi piu' poveri per aggiornare le proprie tecnologie, secondo Xie non bastano 10 miliardi all'anno per il triennio fino al 2012. Xie ha spiegato che la Cina potrebbe accettare un obiettivo di dimezzare le emissioni globali entro il 2050 se le nazioni sviluppate aumenteranno i target di taglio alle emissioni entro il 2020; e ha anche dato la disponibilita' della Cina ad aiutare finanziariamente le nazioni in via di sviluppo perche' possano contribuire con tecnologie pulite a frenare il surriscaldamento climatico.
Ieri la situazione al vertice del Clima si era surriscaldata sulle tensioni dei paesi emergenti che hanno di fatto 'bocciato' un piano della presidenza danese circolato che fisserebbe al 2050 diritti di emissione pro-capite doppi per i paesi sviluppati rispetto a quelli non industrializzati. "Sono solo bozze di lavoro" ha detto la Danimarca cercando di gettare acqua sul fuoco. Intanto l'Europa ha fatto sapere di poter arrivar a un accordo per concedere aiuti immediati di due miliardi l'anno dal 2010 al 2012 ai paesi poveri per fronteggiar il costo delle misure per ridurre l'effetto-serra.



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