Clima/ Meno sedi e personale per l'ong di Al Gore dopo che il Congresso Usa ha accantonato la nuova legge per limitare le emissioni
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Tramonta la stella di Al Gore. L'ex vice di Bill Clinton e candidato democratico alla Casa Bianca del 2000, solo nel 2007 vinse il premio Nobel per la Pace e lo stesso anno conquistò perfino due premi Oscar, con il documentario ambientalista "An Incovenient True".
Sono passati appena tre anni, ma sembrano un secolo. Nell'America di oggi, che ancora fa fatica a rialzarsi dalla peggiore crisi economica dai tempi della Grande Depressione, sembra che ci sia poco spazio per il dibattito sul clima e l'effetto serra. Politico.com racconta che la sua organizzazione ambientalista, Alliance for Climate Protection, sta vivendo infatti un momento difficilissimo. Da quando il Congresso degli Stati Uniti ha di fatto accantonato la nuova legge per limitare le emissioni, responsabili del cambio climatico, anche l'attività di Gore ha subito una forte contrazione. Negli anni scorsi, la sua Alliance, è arrivata ad avere sue sedi in oltre 25 stati lungo tutta l'America. Ora ne ha conservati appena sette. Il portavoce dell'organizzazione, Sean Sarah, ha ammesso che "la nuova situazione al Congresso ha inciso profondamente sulla composizione della loro struttura". Di fatto, dei tanti addetti che lavoravano con Gore, sono rimasti solo quelli impiegati nel Quartier generale di Washington e nella sede della sua città natale, Nashville. Al Gore, nel 2008, per sensibilizzare il parlamento sui rischi per il clima e chiedere una legge contro le emissioni lanciò una campagna pubblicitaria di oltre 300 milioni di dollari. Uno sforzo finanziario enorme che però non ha sortito alcun effetto



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