Casi e casini di borsa/Un 2009 difficile per De Benedetti, solo il business sociosanitario non risente della crisi

Giovedì, 11 marzo 2010 - 16:41:00

De Benedetti
Carlo De Benedetti
La ripresa dei mercati finanziari salva il bilancio 2009 del gruppo Cir, che vede l’utile netto passare da 95,5 a 143,4 milioni di euro grazie in particolare al risultato delle attività finanziarie (+47,3 milioni dai -32,3 milioni dell’anno prima) e ai circa 44 milioni di plusvalenze legate all’ulteriore cessione di quote in Medinvest. Una mano la dà anche Verbuns, socio austriaco di Sorgenia, sottoscrivendo la propria quota di aumento di capitale della società energetica del gruppo De Benedetti e contribuendo in misura decisiva ai 63,4 milioni di proventi non ricorrenti iscritti in (dai 64,2 milioni del 2008).

Per il resto il 2009 appare come un anno difficile per la holding dell’Ingegnere, che vede i ricavi consolidati calare del 9,7% a 4.266,8 milioni di euro e il Mol consolidato franare a 294,6 milioni (-36,2%) a causa in particolare dei minori ricavi e dei costi di ristrutturazione sostenuti da Espresso e Sogefi oltre che dei minori margini di Sorgenia. La crisi, insomma, fa sentire i suoi effetti sul gruppo, che a fine anno si ritrova così con un indebitamento finanziario netto pari a 1.801,1 milioni rispetto ai 1.728,1 milioni di euro al 30 settembre 2009 e ai 1.685,4 milioni di euro al 31 dicembre 2008.

COFIDE: NEL 2009 UTILE NETTO SALE A 62 MLN MA VA TUTTO AL PATRIMONIO - Cofide, la holding a monte del gruppo Cir, ha chiuso il 2009 con utile netto consolidato pari a 62,3 milioni di euro (+19,3% su base annuale). In salita l'indebitamento netto consolidato a 1.824 milioni (1.732 milioni nel 2008). Il Cda ''in considerazione dell'incerto scenario macroeconomico, proporra' all'Assemblea di non distribuire dividendi al fine di rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale della societa''', cosi' la nota di Cofide.
Osservando l’andamento dei singoli settori in cui è presente Cir, l’energia, con Sorgenia, mostra una sostanziale tenuta dei ricavi e dei margini dell’attività elettrica, grazie ai maggiori volumi di vendita, mentre calano i volumi venduti di gas e i relativi margini. Nel complesso Sorgenia mostra di reggere la crisi meglio del settore nel suo complesso e chiude il 2009 con ricavi per 2.325,8 milioni (-4,4%) e un utile netto consolidato di 66,9 milioni  (+0,3%, grazie in particolare ad alcuni benefici fiscali).

Chi invece non riesce a far meglio del mercato, in pesante crisi, è il gruppo Espresso, che vede i ricavi calare del 13,5% a 886,6 milioni con una tenuta dei ricavi diffusionali (-0,8% complessivo, +1,4% per il solo quotidiano La Repubblica) mentre i ricavi pubblicitari crollano del 18,3% a 496,9 milioni a fronte di un calo degli investimenti pubblicitari che Nielsen stima per il mercato italiano essere stato pari al 13,4%. La crisi si riflette anche in minori margini, con un Mol che cala a 106,7 milioni (-25,2%) ed un utile netto che da 20,6 milioni si riduce a soli 5,8 milioni.

Male anche la componentistica auto, con Sogefi che “ha risentito di una contrazione senza precedenti dei livelli di produzione di veicoli nei mercati maturi”. I ricavi sono così calati a 781 milioni di euro (-23,2%) e il Mol, dopo costi di ristrutturazione per 17,2 milioni, passa  da 10,49 a 47,2 milioni (-55%). Il risultato netto è in perdita di 7,6 milioni contro un utile di 28,5 milioni nel 2008, anche se il piano di ristrutturazione e taglio dei costi ha consentito un ritorno all’utile già dal terzo trimestre dell’anno, sottolinea una nota di Cir.

Chi invece non risente della crisi è Kos, la subholding attiva nel settore sociosanitario (gestione di ospedali e centri di riabilitazione); la società, che ha visto i ricavi salire a 273,4 milioni (+11%) ha anzi effettuato 2 nuove acquisizioni nel corso dell’anno (una nelle Marche e una in Piemonte), “bissando” a inizio 2010 con altre 2 acquisizioni (questa volta in Lombardia e nelle Marche) che hanno portato il numero di posti letto operativi a quota 5.555 (cui vanno sommati altri 388 in fase di realizzazione). In crescita anche il Mol, che raggiunge i 33 milioni di euro (+14,9%) e pareggio sostanzialmente raggiunto a livello di risultato netto (-0,4 milioni di euro esclusa la quota di terzi contro una perdita di 1,5 milioni nel 2008), nonostante costi non ricorrenti per 3,3 milioni.

Nel complesso numeri che inducono il Cda alla prudenza, tanto da consigliare la non distribuzione di dividendi “al fine di rafforzare ulteriormente la struttura patrimoniale della società e dotarla di maggiori risorse a sostegno dello sviluppo delle attività”. Lo scenario per l’anno in corso, del resto, rimane “piuttosto incerto” e se le attività componenti auto e sanità “dovrebbero registrare un miglioramento rispetto al 2009”, l’andamento dei settori energia e media dipenderà “da alcune variabili ancora non facilmente prevedibili come i consumi energetici e il mercato della pubblicità”.

Se a questo si aggiunge che, a differenza che negli ultimi due esercizi, per il 2010 non sono previsti significativi proventi non ricorrenti, la prudenza di De Benedetti e del mercato (dove oggi il titolo chiude sulla parità) è più che comprensibile.

Luca Spoldi

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